L’AQUILA – Il tribunale del Riesame dell’Aquila ha annullato l’ordinanza con cui si disponevano gli arresti domiciliari nei confronti del sindaco di Magliano de’ Marsi (L’Aquila), Gianfranco Iacoboni, 59 anni, e dell’assessore dello stesso Comune Angelo Iacomini (46), già vice sindaco.
I due amministratori tornano da oggi in libertà e nel pieno delle loro funzioni amministrative visto che il prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, aveva emesso un provvedimento di sospensione subito dopo le misure di custodia cautelare.
L’inchiesta denominata “Penelope” riguarda lo smaltimento dei rifiuti, tra cui le macerie del sisma, alla luce di un presunto patto tra amministratori e imprenditori: non a caso, coinvolge anche i fratelli Franco e Sergio Celi, titolari della omonima azienda di lavorazione inerti.
I due imprenditori rimangono all’obbligo di firma nel comune di Avezzano (L’Aquila) disposti dal gip del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, che aveva firmato l’ordinanza, ma che al termine dell’interrogatorio di garanzia, aveva deciso di attenuare le misure annullando i domiciliari e disponendo per i quattro l’obbligo di firma senza attendere il verdetto del tribunale del Riesame.
È prevalsa, quindi, la tesi della difesa, affidata agli avvocati Leonardo Casciere e Antonio Iannucci, in particolare sulla delibera di Giunta comunale constestata dagli investigatori, relativa a un presunto scambio di favori e vantaggi elettorali in cambio della concessione di un’area di proprietà pubblica per consentire ai fratelli Celi di svolgere la propria attività di cavatori: “è tutto regolare – aveva detto Casciere ad AbruzzoWeb – e lo dimostreremo documenti alla mano”.
L’inchiesta è stata chiamata “Penelope” per l’abilità degli indagati “a fare e disfare corrispondenza ufficiale tra enti e impresa concordandone i contenuti tra mittente e destinatario”, le indagini sono state svolte dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Pescara.
IL LEGALE: ”ORDINANZA ILLEGITTIMA”
“Il tribunale del Riesame ha stabilito che la ordinanza era illegittima non doveva essere emessa”.
Lo ha detto l’avvocato Leonardo Casciere, legale di Iacoboni e Iacomini.
“I due amministratori sono liberi e tornano alla loro funzione in comune – ha continuato Casciere – Avevo detto al momento degli arresti che era un abbaglio. Il Riesame ha stabilito che non esistono i gravi indizi di colpevolezza e le motivazioni dell’arresto”.
Il legale ha spiegato che i suoi due assistiti restano indagati e che in futuro si vedrà anche su questo fronte.
“Mi riservo anche di eccepire la incompetenza territoriale e di materia, visto che la procura distrettuale antimafia non c’entra nulla in questa vicenda”.






