L’AQUILA – “Sussistono stabili rapporti di interesse tra i Celi e i principali amministratori di quel centro (Iacoboni e Iacomini) che esulano da qualunque altra chiave di lettura che non sia da interpretare come un mero scambio di favori tra gli imprenditori indagati e gli amministratori stessi”.

Sono queste le frasi del gip del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella, contenute nelle 76 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, che inchiodano Franco e Sergio Celi, imprenditori nel campo di cave, inerti e asfalto, Gianfranco Iacoboni, sindaco di Magliano de’ Marsi (L’Aquila), e Angelo Iacomini, ex numero due di Iacoboni e attualmente assessore comunale nel centro marsicano.

Per loro i reati contestati vanno dalla corruzione al furto aggravato, dalla truffa alle violazioni ambientali sullo smaltimento dei rifiuti. Le indagini sono state dirette dal procuratore capo dell’Aquila, Alfredo Rossini, e dal sostituto Antonietta Picardi.

Nell’inchiesta ci sono anche sette indagati: gli imprenditori Marco Sanzi, residente nel Reatino, Alessandro Arcangeli di Carsoli (L’Aquila) e Armando Romanelli di San Vincenzo Valle Roveto (L’Aquila), il geometra aquilano Marcello Accili, Luigi Morgante, camionista di Magliano de’ Marsi, Armido Frezza, costruttore dell’Aquila e l’ingegnere Volfango Millimaggi, anch’egli residente nel capolugo.

Fitta di intercettazioni la richiesta delle misure restrittive, in molte telefonate compare il nome dell’attuale vice sindaco di Magliano de’ Marsi, Antonio Morgante, responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi. Per lui non ci sono reati contestati perché, scrive il gip “deve evidenziarsi la diversa condotta tenuta rispetto a quella degli altri due amministratori”.

A Iacoboni e Iacomini si contesta il fatto che “hanno ricevuto regalie e promesse di voti per l’emanazione di una delibera di favore durante la campagna elettorale del marzo 2010”.

Tra le “regalie” contestate un contributo, di un importo non precisato, a una polisportiva. Iacomini lo chiede a Sergio Celi durante una telefonata ascoltata dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Pescara: “Mi serve il contributo per la polisportiva. Subito!”, dice l’assessore. L’imprenditore dà l’ok, la replica: “è un ordine!”, e i due si mettono a ridere. Dopodiché si passa alla questione che interessa Celi: l’approvazione di una delibera di Giunta con la quale il Comune concede all’azienda il diritto di escavazione di quota parte di 14.800 metri cubi di inerti da un terreno di proprietà pubblica.

Celi chiede: “Senti, ma vi siete riuniti ieri sera?” e Iacomini risponde dicendo “abbiamo già fatto tutto… non ieri sera, l’abbiamo fatta mercoledì la cosa”. Il riferimento è al provvedimento numero 33 del 2010 e il sodalizio sportivo, secondo l’ordinanza “è verosimile che sia la Asd Montevelino”.

Contemporaneamente alle custodie cautelari è stato eseguito anche il sequestro di una cava di circa 14 ettari gestita dai due fratelli nei comuni di Massa D’Albe e Magliano, di parte dell’impianto di produzione di calcestruzzo che la stesssa società ha installato nel nucleo industriale di Bazzano (L’Aquila) e sei ville a schiera situate a Carsoli (L’Aquila).

Nel complesso il valore dei sequestri effettuati ammonta a circa 10 miloni di euro.

Tra le condotte illecite contestate a carico dei fratelli Celi e di altri indagati c’è la realizzazione di sei ville a schiera a Carsoli con l’utilizzo di cemento armato di cui non si conosce la qualità, dal momento che le prove di schiacciamento previste per legge sono state falsificate per ottenere le certificazioni necessarie. 

MORGANTE SU FACEBOOK: ”GIRONE INFERNALE” E A PAOLUCCI ”PENSI A INDAGATI PD”

“Caro Gianfranco e caro Angelo, se tutto ciò non è un girone infernale, non riesco ad immaginare cosa lo possa essere”.

Sono le parole di solidarietà che Antonio Morgante, rivolge dalla sua bacheca Facebook al primo cittadino del centro marsicano, Gianfranco Iacoboni, e all’assessore comunale Angelo Iacomini.

“Onestà e voglia di fare per i cittadini è sempre stato il nostro faro. Dovete essere forti – scrive ancora Morgante sul social network – resistere”.

“Domani ci sarà macelleria mediatica e nei prossimi giorni, settimane, pubblicazioni di stralci di intercettazioni: il canovaccio ormai è quello! Non mollate, noi, io in prima fila, siamo qui ad aspettarvi liberi – aggiunge il vice sindaco – per ripartire e vincere questa battaglia. Lo dobbiamo, oltre che a noi stessi, anche a quella larghissima maggioranza di maglianesi che ci ha votato”.

“Vi voglio bene!”, conclude Morgante.

Lo stesso Morgante, che è il responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, risponde anche al segretario regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci, che sul Centro ha sottolineato questo doppio ruolo parlando di “corto circuito di poteri intorno alla ricostruzione”.

All’accusa Morgante ha replicato: “Paolucci dovrebbe occuparsi degli indagati e imputati in casa sua, piuttosto che di procedimenti che hanno dimostrato inequivocabilmente la correttezza degli uomini che sono vicini al presidente Chiodi”.