L’AQUILA – “La procura e il gip hanno preso un abbaglio, se solo avessero letto con attenzione le carte si sarebbero resi conto che la delibera di Giunta al centro dell’inchiesta è valida e che l’errore è stato compiuto dalla Regione”.
Lo dice ad AbruzzoWeb l’avvocato Leonardo Casciere, del foro di Avezzano (L’Aquila), che con il collega Antonio Iannucci difende il sindaco di Magliano de’ Marsi (L’Aquila), Gianfranco Iacoboni, e l’assessore comunale Angelo Iacomini, ex vice sindaco.
I due, congiuntamente ai fratelli Sergio e Franco Celi, imprenditori titolari della Celi calcestruzzi, sono finiti agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della procura del capoluogo. I quattro saranno interrogati all’Aquila giovedì pomeriggio alle 15 e sono accusati a vario titolo di traffico illecito di rifiuti, sottrazione di inerti in modo abusivo per avere un vantaggio economico, frode di tributi allo Stato, false certificazioni e corruzione.
Secondo il gip che ha disposto le misure cautelari su richiesta del pm Antonietta Picardi, titolare dell’inchiesta, i Celi avrebbero fatto favori e regalie al sindaco e all’assessore in cambio di una delibera di Giunta che li autorizzava all’attività di escavazione di inerti su un terreno di proprietà comunale senza la necessaria autorizzazione della Regione Abruzzo.
L’indagine, coordinata dal procuratore capo Alfredo Rossini, è stata portata avanti dai carabinieri del Noe di Pescara.
“Durante l’interrogatorio – ha affermato Casciere – dimostreremo l’infondatezza delle accuse. Quel provvedimento non ha disposto altro che un subentro dell’impresa Celi su una particella che era già stata autorizzata dalla Regione per un contratto stipulato con un’altra ditta nel 1990”.
“Un arresto – ha detto ancora il legale di Iacoboni e Iacomini – che tra l’altro arriva a due anni dai fatti contestati, i miei assistiti sono sconcertati e noi stessi avvocati siamo molto perplessi”. “L’indagine, comunque – ha tenuto a ribadire Casciere – non ha nulla a che fare con la questione delle macerie derivanti dai crolli del terremoto del 2009”.
Per l’avvocato Antonio Milo, con Giancarlo Paris difensore dei fratelli Celi, “i due contesteranno le accuse mosse dalla procura e già da giovedì sono certi di poter chiarire la loro posizione, per questo hanno chiesto di essere sentiti il prima possibile”. (e.m.)





