L’AQUILA – “Gianni Chiodi sbaglia sui rifiuti come, in tanti, hanno già sbagliato sull’energia nucleare, e speriamo che se ne accorga per tempo. Ha detto che ‘vuole puntare su differenziata e termovalorizzatori a basso impatto’ guardando alla ‘Svezia e ai paesi scandinavi dove si ricicla il 50% dei rifiuti e l’altro 50% va nei termovalorizzatori’. Lo afferma il vice capogruppo dell’Idv in Consiglio regionale, Cesare D’Alessandro.
“In primo luogo – sostiene D’Alessandro – Chiodi deve chiamare le cose con il loro nome e cognome: parliamo di inceneritori, e non termovalorizzatori, che non valorizzano nulla, che non risolvono il problema dei rifiuti, ma ci regalano sostanze tossiche e cancro, per quello che ci è dato conoscere. Secondo avvalorati studi americani, il 90% delle emissioni di un inceneritore non sono state ancora identificate; mentre le diossine, che invece conosciamo, sono un potentissimo cancerogeno sintetico”.
“Il presidente Chiodi sa benissimo che la presenza di un inceneritore scoraggia, in un raggio di territorio abbastanza vasto, ogni attività economica e turistica. Gli inceneritori sono un affare solo per chi li costruisce o li gestisce; vengono costruiti con i soldi dei contribuenti, che pagano le bollette elettriche maggiorate del 7% proprio per farli realizzare”, afferma ancora l’esponente dipietrista.
“Noi dell’Italia dei valori forniamo a Chiodi anche una proposta per la gestione sostenibile dei rifiuti. Destra e sinistra sono praticamente d’accorso sia sulla necessità di una riduzione degli imballaggi che sulla massimizzazione della raccolta differenziata, ma non siamo d’accordo sulla fase di incenerimento – spiega D’Alessandro – che noi chiediamo di sostituire con il cosiddetto ‘riciclo a freddo’: i rifiuti diventano risorsa e vengono reimpiegati nei cicli produttivi aziendali”.
“Ma ciò che Chiodi nasconde agli abruzzesi è il fatto che stiamo entrando in emergenza ambientale, perché alcuni ambiti provinciali, L’Aquila e Teramo, non sono più autosufficienti. Al di là della propaganda la raccolta differenziata è al palo, i rifiuti in discarica aumentano invece che diminuire; le Province non fanno il loro dovere, sia per la raccolta differenziata che devono controllare comune per comune, sia per l’attuazione del programma regionale sui rifiuti urbani biodegradabili. Chiodi ed i suoi quattro presidenti provinciali abbaieranno ancora un po’ alla luna – conclude D’Alessandro – per poi avere ogni scusa e affidarsi agli inceneritori”.





