L’AQUILA – “Affermare che gli atti predisposti in merito al Piano regionale dei rifiuti mirassero a favorire la crescita del monopolio della Deco significa sostenere il falso. È vero invece il contrario: il Piano predisposto aveva come obiettivi lo sviluppo della raccolta differenziata, la riduzione della quota dei rifiuti organici da conferire in discarica e il recupero energetico come azione complementare”.
Così l’ex assessore regionale all’ambiente, Franco Caramanico, oggi consigliere regionale del Partito democratico, risponde alle polemiche, sollevate per voce dell’ingegner Nico Frattura, dal Comitato Alleanza per l’Italia che in una nota aveva sostenuto la volontà, da parte dell’ex responsabile del settore, di aver favorito la società dell’imprenditore Rodolfo di Zio e il colpevole ritardo nella gestione dei rifiuti.
“Vorrei inoltre ricordare – continua Caramanico – che l’elaborazione del Piano regionale dei rifiuti è stato il risultato di una stretta collaborazione con gli enti locali. Abbiamo sempre garantito la massima trasparenza e la più completa partecipazione alla stesura del Piano, provvedendo a pubblicare sul sito tutti i documenti relativi e dando a ciascuno la possibilità di fare osservazioni. E che si tratti di un Piano ben congegnato lo dimostra il fatto che ha ricevuto il plauso delle associazioni ambientaliste.
“Se l’ingegner – aggiunge – Frattura ritiene che siano state commesse delle illegalità, lo invito a formalizzare queste sue accuse alla magistratura. Ma non può strumentalizzare le indagini tuttora in corso mettendo in campo ciò che di buono è stato fatto dall’ex giunta regionale, a cominciare dal fatto che ben 25 milioni sono stati stanziati per la realizzazione di un sistema impiantistico pubblico a cui affidare l’intera filiera dei rifiuti”.
“Quanto alle autorizzazioni rilasciate alla Deco – conclude Caramanico – si trattava di una pratica iniziata nel 2004, che non riguardava in alcun modo la parte politica ma quella amministrativa. Il radicale cambio di rotta nella gestione del sistema di raccolta dei rifiuti c’è stato e spiace dover constatare la disinformazione che ancora si continua a fare in merito a questa questione”.






