L’AQUILA – “L’incenerimento dei rifiuti è il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno”.

Sono queste le parole di Walter Caporale, Capogruppo dei Verdi al Consiglio Regionale, che in una nota afferma: “Il 7 per cento dell’importo della bolletta elettrica che pagano è infatti devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori: basta prendere una fattura dell’Enel per leggere, sul retro, nella parte delle varie voci e costi: ‘Componente A3 – Costruzione impianti fonti rinnovabili'”.

“La somma che compare a fianco – puntualizza Caporale – viene devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, la legge italiana assimila alle varie fonti energetiche rinnovabili non fossili, quali l’eolica e il solare, quella ricavata dall’incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali. Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri sussidi”.

“L’Italia – continua il capogruppo dei Verdi – è l’unico Stato europeo che finanzia l’incenerimento dei rifiuti. Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania) impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l’incenerimento dei rifiuti”.

“A chi giova? Le emergenze – spiega – si creano a favore di qualcuno e questo qualcuno non è rappresentato dai cittadini, che ne fanno solo le spese in termini economici e di salute. È infatti noto che (vedi pubblicazioni scientifiche della Fimmg – Federazione italiana medici di medicina generale) gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell’ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri Pm10. L’incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l’ambiente e per la salute umana”.

“Gli inceneritori – continua – producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) e immettono nell’atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (Pm10) e fini (Pm2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi”.

“A chi giova allora? – si chiede Caporale – Perché la Regione, le Province e i Comuni abruzzesi non programmano il rifiuto zero che in altre realtà ha migliorato il benessere generale dei cittadini e creato numerosi numerosi posti di lavoro?”

E ancora, “a chi giova tutto questo? Quali sono i veri interessi in gioco? Perché si vuole dare la stura all’ingresso delle ecomafie? Gli inceneritori di Acerra (Napoli) hanno risolto problemi a Napoli? Con le bollette degli italiani!”

“Allora – conclude – ridurre i rifiuti, differenziare il cento per cento e riutilizzare è possibile, crea posti di lavoro e non inquina. Cosa c’è da rimuginare?”