L’AQUILA – Clima sempre più incandescente nella guerra dei rifiuti che vede contrapposti il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, e il Cogesa di Sulmona, il consorzio di gestione rifiuti per 67 comuni della valle Peligna e centro Abruzzo, che ha espresso l’intenzione di aumentare il costo di conferimento della monnezza del capoluogo portata nella discarica sulmonese di Noce Mattei, rispetto alle attuali 110 euro a tonnellata, visto che nel capoluogo la differenziata è ferma ad appena il 39%, un dei dati peggiori d’Abruzzo e non solo, e altri comuni sotto la soglia del 65% pagano ben 136 euro.
Singolar tenzone legata a doppio filo all’offensiva di una quarantina di sindaci che chiedono le dimissioni immediate dell’ex parlamentare e dirigente regionale Franco Gerardini, eletto a loro dire in modo “illegittimo”, e a “minoranza” seppure protempore, ad amministratore unico del Cogesa, il consorzio di gestione rifiuti, con sede a Sulmona, sponsorizzato in primis da il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero”, azionista più pesante.
In una intervista di ieri a Laqtv da parte di Vanni Biordi Biondi è tornato all’attacco affermando che “non si può dire che i rifiuti dell’Aquila puzzano più degli altri, perché vorrebbe dire che l’impianto di trattamento non funziona e quindi va chiuso. L’impianto di Sulmona dovrebbe stabilizzare il rifiuto organico, quindi se non lo fa, vuol dire che non funziona”. E poi ha insinuato: “c’è la volontà di stoppare e creare difficoltà all’Aquila per motivi politici, che noi saremo comunque in grado di gestire”.
Replicando a quanto detto dallo stesso Gerardini, per oltre venti anni dirigente regionale del settore rifiuti, ovvero che “pensare che L’Aquila possa continuare a conferire a questi prezzi è impensabile. Come d’altronde ha dimostrato l’impennata dei costi energetici. Il problema vero sono i rifiuti indifferenziati che arrivano al trattamento e che sono composti al 40% dall’organico, materiale putrescente che è il principale responsabile dei miasmi”.
Per poi ribattere al quotidiano il Germe, alle ultime affermazioni di Biondi. “Biondi non sa di cosa parla, o fa finta di non saperlo, l’impianto di Cogesa può sopportare una frazione di organico non superiore al 30%, come d’altronde è scritto e previsto dall’autorizzazione, quindi la percentuale aggiuntiva dei rifiuti aquilani influisce sulle emissioni odorigene”.
Gerardini del resto, nominato il 30 dicembre, ha inviato una lettera ad Asm nella quale avverte che, pur in assenza di convenzione e contratto, scaduta a fine anno, Cogesa continuerà a prendere i rifiuti del capoluogo fino a quando l’assemblea non deciderà il da farsi, ma che la tariffa da mettere in conto, con effetto retroattivo al primo gennaio, è quella attualizzata a 136,50 euro e non quella del vecchio contratto.
I sindaci pro Gerardini, oltre che quello di Sulmona, quelli di Pratola Peligna, Pettorano sul Gizio, Pacentro, Castelvecchio Subequo, Pescocostanzo, Vittorito, Opi e Cansano, nel replicare ai fronte del no, che intanto sta andando per vie legali, pur dicendosi disponibili al “leale confronto”, hanno però ribadito che “la qualità dei rifiuti provenienti dal Capoluogo, trattandosi di rifiuti indifferenziati (la raccolta differenziata è limitata al 39%, ben al di sotto degli obiettivi prescritti dalla legge), determina un’eccessiva presenza di frazione organica nel rifiuto indifferenziato conferito all’impianto, dalla quale scaturisce il tanfo irrespirabile lamentato dalla popolazione e i maggiori costi per la lavorazione dei rifiuti a carico della Società”.
A scendere in campo intanto è anche il Partito democratico di Sulmona con un attacco a Biondi: “Al primo cittadino del capoluogo diciamo: la smetta di raccontare fiabe sui campanili e, se ne è capace, si adoperi per attivare immediatamente un servizio di raccolta differenziata nella sua città che vanta il vergognoso primato di essere il fanalino di coda di gran parte della penisola, costringendo territori virtuosi a ricevere il peso delle sue negligenze. Tutti lavorino per il futuro del nostro territorio e per quello dei nostri figli”.
Per poi spiegare: “Rivendichiamo ed approviamo con forza le scelte del comune di Sulmona e di tutti coloro che si stanno assumendo la responsabilità di una svolta trasparente per garantire un futuro al Cogesa, nello stesso tempo non rinunciamo a fare un appello a tutte le parti in campo affinché si adoperino per facilitare la manovra di inversione di rotta”.
“E’ quello che ci chiedono i cittadini: quelli delle Marane per anni fiaccati dai disagi della discarica e quelli del centro cittadino e di tutte le comunità dei comuni limitrofi che meritano un servizio efficiente”- scrivono i dem sulmonesi – E’ quello che dobbiamo agli operatori della società che non possono essere lasciati in balia degli eventi, preoccupati da una prospettiva societaria incerta.
E’ quello che abbiamo il dovere di fare come forze politiche e amministratori per onorare il mandato elettivo nel rispetto della buona amministrazione, della sostenibilità dei bilanci, della trasparenza e dell’efficienza dei servizi”.
A difesa di Gerardini e contro il Comune dell’Aquila anche la consigliera comunale Teresa Nannarone, ex Pd
“Stupisce non poco che molti Comuni che finora hanno fatti sì che anche le regole più elementari in tema di società pubbliche venissero scientemente ignorati, fanno ora del cavillo un vessillo. Vero è invece che proprio Franco Gerardini interpreta meglio di chiunque altro in Abruzzo colui che ha saputo e sa, in materia di ambiente e rifiuti, cercare e trovare soluzioni che non spostino mai l’asse in favore di interessi personali a danno dell’interesse pubblico. È chiaro che a chi ha utilizzato il Cogesa come l’albero della cuccagna attraverso il quale esercitare il ricatto elettorale, inventare consulenze e distribuire soldi pubblici, per questo lontano dalla cultura della legalità e della competenza, un amministratore unico pro tempore che ha già deciso di scegliere il prossimo amministratore attraverso un bando per titoli e non per connivenze, appare un marziano, ma è bene che se ne faccia una ragione”.
E a Biondi dice: ” è consapevole che è l’immondizia della sua città, a cui ci siamo tutti stretti nel 2009, a puzzare più delle altre, perché ne è di più e perché è indifferenziata. Ed è a questo che il sindaco Biondi deve trovare una soluzione: la città a cui sono state destinate risorse considerevolissime dopo il terremoto, assurta a modello europeo, non può non avviare immediatamente un percorso civile quale la raccolta differenziata dei rifiuti e una discarica propria. E’ tempo. E soprattutto L’Aquila ha mezzi e risorse per iniziare un percorso serio smettendo di considerare Sulmona una discarica anche da un punto di vista sociale. Diversamente Biondi contribuirà a scrivere una brutta pagina di storia politica”.
Augurando che sia “proprio lui, deposte le armi strumentali del campanilismo che non c’è (i cancerogeni nelle nostre falde acquifere invece si che ci sono), si confronti con il sindaco di Sulmona che può fargli l’elenco delle “leggerezze” commesse dai vertici della società negli ultimi cinque anni in favore di alcuni personaggi di sinistra, di destra e “cinici” dai quali bene farebbe a prendere le distanze perché pur sempre Sindaco della Città Capoluogo di Regione”.






