L’AQUILA – È stata perfezionata e ratificata la nomina del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, alla carica di presidente dell’assemblea dell’Autorità regionale dei rifiuti, ed effettuata l’elezione dei componenti del Consiglio d’amministrazione, senza emolumenti.
Una notizia attesa da anni e una fumata bianca che arriva dopo mesi di caos all’Autorità regionale per la gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir), istituita dal precedente governo regionale di centrodestra nel 2013, ma mai entrata in funzione.
Si tratta di organismo pubblico i cui “padroni” sono i 308 sindaci abruzzesi, che si annuncia importante vista la delicata e complessa tematica. Prima della riunione di questa sera, che si è tenuta a palazzo Silone, sede della Regione all’Aquila, non era certa la fumata bianca, soprattutto alla luce del caos interno e di un vero e proprio giallo, portato alla luce da AbruzzoWeb, che ha avuto come protagonista il primo cittadino dell’Aquila, eletto per acclamazione, salvo un repentino dietro front, conseguenza di una contestazione per la modalità di voto.
Nominati nel Cda i sindaci di Pescara, Marco Alessandrini, Avezzano (L’Aquila), Gabriele De Angelis, San Salvo (Chieti) Tiziana Magnacca, Elice (Pescara) Domenico De Massis, Bellante (Teramo) Giovanni Melchiorre, Cansano (L’Aquila) Mario Ciampaglione e Guardiagrele (Chieti) Simone Dal Pozzo.
“Sono contento per un incarico importante, delicato e complesso, per l’Abruzzo e la sua collettività, l’Agir è un organismo destinato a fare scelte che avranno una ricaduta sui cittadini, a partire dalle tariffe – ha commentato ad AbruzzoWeb De Angelis – Sento un forte senso di responsabilità, cercherò di fare del mio meglio per rispetto degli interessi della comunità abruzzese”.
Guardando la geografia del Cda, salta all’occhio come la scelta e la successiva nomina dei componenti del Cda, sia frutto di un accordo tra centrodestra e centrosinistra, con i relativi rappresentanti suddivisi in egual misura: Magnacca, De Angelis e De Massis per il centrodestra e gli altri 4 rappresentanti del centrosinistra, con il presidente Biondi (Fdi), che pareggia i conti.
Secondo quanto si è appreso, poi, non ci sono stati accordi tra partiti, ma sono stati i sindaci a trovare la quadra. Nella prima riunione del Cda sarà eletto il presidente.
Protagonisti del giallo dei mesi scorsi, il presidente della Regione e senatore del Pd, Luciano D’Alfonso, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
Stando alle testimonianze di sindaci che hanno partecipato alla riunione del giugno scorso, con un colpo di mano da parte di D’Alfonso, che ha operato all’insaputa della sua maggioranza e del centrodestra, l’assemblea dei soci ha prima eletto presidente per acclamazione il primo cittadino Biondi, e poi fatto retromarcia, quando un drappello di primi cittadini, in testa quelli della sua stessa coalizione, ha contestato il metodo di voto, pretendendo che si procedesse con un voto ponderato e nominale e ottenendo così il rinvio della seduta.
Il caso, frutto di retroscena non essendoci resoconti ufficiali, restituisce la fotografia di un organismo allo sbando fino ad oggi. (b.s.-m.sig.)






