L’AQUILA – “Una città unita in cui tutte le forze convergano verso un unico obiettivo, la ricostruzione dei centri storici dell’Aquilano, partendo dalle singole aree”.

Così Roberta Gargano ha aperto la presentazione della proposta di piano di ricostruzione di “Città di persone”, il movimento di opinione nato con l’intento di orientare le scelte politiche e amministrative per il territorio martoriato dal sisma.

L’evento si è svolto presso il centro polifunzionale di Strinella 88, all’Aquila, in un auditorium gremito di professionisti dell’Aquilano, da avvocati, a architetti, a politici e funzionari pubblici, e di cittadini incuriositi dall’iniziativa ma allo stesso tempo spazientiti da una realtà politica che sembra non soddisfare più.

Non sono mancati i momenti di polemica e di tensione nei confronti dell’amministrazione comunale, in particolare nei confronti del sindaco, Massimo Cialente, presente in sala, che ha provato a giustificare la mancanza del piano di ricostruzione a quasi tre anni dal sisma, di fronte a un pubblico nervoso e ormai disilluso.

La volontà di fare proposte concrete, con un linguaggio elementare, immediatamente comprensibile, è obiettivo primario del movimento. A questo scopo in apertura di manifestazione è stato proiettato un video tratto dal film Alla ricerca di Nemo, in cui il pesciolino riesce a salvare un banco di pesci, convincendoli a nuotare tutti nella stessa direzione, collaborando, uniti per salvarsi tutti.

“La cooperazione deve essere la nostra parola d’ordine – ha detto la Gargano – dobbiamo stare tutti dalla stessa parte perché l’unica alternativa è andare via dall’Aquila. In questa occasione vogliamo fare delle proposte concrete da presentare alle forze politiche”.

“L’ordinanza 3996, la cosiddetta ‘blocca-ricostruzione’, firmata il 17 gennaio dal presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, è punitiva per la nostra realtà – ha ammonito – ma dà forza alla necessità di presentare un piano di ricostruzione il più presto possibile, ed è necessario che si entri nell’ottica che il piano non deve essere uno strumento elaboratissimo, un mostro a mille teste”.

“Vogliamo proporre un documento programmatico che sia un piano socio-economico semplice, immediatamente adottabile, di chiara lettura attraverso l’articolazione in tre punti – ha specificato –  l’orientamento, nel senso di un posizionamento della città, come realtà prima di tutto sociale, nel mondo e nel mercato nazionale e internazionale del lavoro del turismo; l’attivazione di alcune leve e gli obiettivi realistici a breve, medio e a lungo termine”.

“Città di persone”, di concerto con il soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici Luca Maggi, propone di servirsi di una serie di “protocolli d’intesa che permettano di intervenire sui centri storici nella maniera più appropriata – ha proseguito – salvaguardando il valore storico delle strutture ma allo stesso tempo riqualificandole per mezzo delle tecnologie di ultima generazione, ad esempio in termini di efficienza energetica”.

Il riferimento è alle “Prescrizioni per gli interventi in centro storico” contenuto nel protocollo d’intesa stipulato il 13 ottobre 2010, che ha lo scopo di “seguire e apprezzare tutti gli interventi che si dovrebbero fare in Comune”, ha spiegato lo stesso Maggi.

Per il movimento il punto è “individuare strumenti che si focalizzino su singole aree attraverso ‘programmi attuativi particolari’, strumenti di pianificazione dei centri in comparti omogenei – ha aggiunto Roberta Gargano – Solo così si può pensare di partire concretamente con i lavori, altrimenti non se ne esce”.

“Un altro degli obiettivi primari è riportare i cittadini nel centro storico e questo si potrebbe realizzare mettendo a disposizione le case ristrutturate, pagando un “affitto calmierato per un numero di anni proporzionato all’entità dell’indennizzo ottenuto”.