L’AQUILA – Un imprenditore dell’Aquila, B.R. di 36 anni, è sospettato di essere il responsabile di un tentativo di truffa ai danni della Curia del capoluogo nell’ambito dei lavori della ricostruzione.
L’uomo si era presentato presso la sede arcivescovile consegnando una richiesta di accredito da parte di due imprese edili con sede a Gubbio (Perugia) e Pesaro.
Lo stesso, successivamente, falsificando alcuni documenti mediante l’apposizione di firme e timbri falsi della Curia, aveva indotto le due imprese, convinte di essere state accreditate e invitate a presentare preventivi per la ristrutturazione dell’aggregato di “Sant’Emidio” all’Aquila, a formulare progetti e preventivi di spesa per le opere da mettere in cantiere.
Un’impiegata della Curia, alla vista delle proposte commerciali delle due imprese, ha informato il vicario episcopale per i Beni culturali dell’Arcidiocesi, don Alessandro Benzi, il quale, a sua volta, si è rivolto ai carabinieri per cercare di capire cosa stesse accadendo.
Le indagini, condotte mediante l’audizione di numerosi testimoni, tra i quali, in particolare, i titolari delle ditte invitate a progettare i lavori, ai quali l’indagato si era rivolto millantando conoscenze e influenze nell’ambiente ecclesiastico, hanno permesso di individuare l’autore dell’embrionale tentativo di truffa, stroncandola sul nascere.
Truffa che avrebbe potuto indurre la Curia a commissionare i lavori a imprese che in realtà non erano state mai dalla stessa accreditate, e le stesse ditte a sostenere spese per preventivi e progetti che in realtà non erano mai stati loro richiesti, con il relativo guadagno solo da parte del maldestro procacciatore d’affari che avrebbe, in tal modo, potuto intascare la sua provvigione per l’attività di mediazione svolta.
Nel corso di una perquisizione è stata sequestrata documentazione varia e un computer al cui interno sono stati rinvenuti dagli investigatori i modelli delle false lettere inviate dalla Curia.
DON BENZI: ‘NON NE SAPEVO NULLA, CI SONO INDAGINI IN CORSO”
“Non ne sapevo nulla, ho appreso la notizia da poco. Ci sono indagini in corso, non ho niente da dire”.
Interpellato da AbruzzoWeb don Alessandro Benzi, vicario episcopale per i Beni culturali dell’Arcidiocesi dell’Aquila, ha dichiarato di non essere a conoscenza del tentativo di truffa ai danni della curia aquilana da parte di un imprenditore locale.
Da quanto emerso, però, Benzi sarebbe stato informato da un’impiegata della curia circa la presenza di due imprese edili con sede a Gubbio (Perugia) e a Pesaro, i cui nomi sono stati usati dall’imprenditore per avanzare una richiesta di accredito per la presentazione di preventivi per la ricostruzione dell’aggregato di “Sant’Emidio” all’Aquila.



