L’AQUILA – Un tavolo tecnico tra Soprintendenza e ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) nonché Comune capoluogo sul futuro del maxi aggregato di San Massimo, il più grande del centro storico, che ricomprende anche la cattedrale, che versa marcescente con il tetto sfondato da 6 anni e mezzo, e l’arcivescovado.

Ne dà notizia ad AbruzzoWeb Alessandra Vittorini, soprintendente unica Archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del “cratere”.

“Questo aggregato lo abbiamo in istruttoria da oltre 2 anni, e sono arrivate, come inevitabile per il numero di edifici vincolati e per dimensioni, moltissime richieste di integrazioni e modifiche progettuali – fa notare – Confido che questo tavolo serva a velocizzare l’iter e arrivare a ottenere il contributo”.

E sono anche altri i problemi per l’aggregato di San Massimo, dal valore di 45 milioni di euro complessivi, 35 dei quali già assegnati per i lavori privati agli alloggi vescovili e altri locali, all’associazione temporanea di imprese (Ati) composta da Sac Spa, Costruzioni Iannini Srl e Dp Restauri Srl.

I rimanenti 10 milioni, dopo un lungo tira e molla con la Curia, saranno gestiti dal ministero dei Beni culturali che assegnerà la riparazione statica della chiesa più importante attraverso un appalto pubblico, iter ribadito anche dal recente decreto L’Aquila del governo.