L’AQUILA – “Abbiamo investito complessivamente 14 milioni di euro nel progetto ‘Una chiesa per Natale’ e a oggi sono state riaperte al culto ben 116 chiese del cratere. L’obiettivo era restituire alle piccole comunità l’edificio simbolo della loro identità culturale”.

Lo ha dichiarato, questa mattina, in conferenza stampa Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo e commissario delegato alla ricostruzione, alla presenza del vice commissario per la tutela dei Beni culturali, Luciano Marchetti e dell’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari.

Il progetto “Una chiesa per Natale”, partito nel luglio 2009 con un programma concordato tra la Conferenza episcopale italiana (Cei), il ministero dei Beni culturali e il dipartimento della Protezione civile nazionale, aveva lo scopo di individuare almeno una chiesa in ogni comunità e riaprirla nel più breve tempo possibile.
 
Durante la conferenza, la proiezione di un video ha riassunto i numeri del progetto. I soldi stanziati inizialmente dalla Protezione civile ammontavano a 12 milioni di euro; entro il Natale 2009, le chiese riaperte sono state 73, nel Natale 2010, se ne sono aggiunte ulteriori 31. Il progetto si è ampliato, con un accordo del maggio 2010, ad altre 12 chiese che sono state riaperte nel 2011.
 
“Dei 14 milioni di euro complessivi, 2 milioni 125 mila sono stati stanziati dal commissario delegato per la ricostruzione, per permettere la restituzione al culto di altri edifici religiosi”, ha precisato Marchetti.
 
“All’Aquila – ha dichiarato Marchetti – Saranno riaperte la chiesa di Cristo Re e la chiesa del Crocifisso. Entrambe hanno un’importanza architettonica non indifferente, ma sono anche un punto di ritrovo e aggregazione sociale”.
 
“In tutte le comunità del cratere – ha commentato Molinari – mi chiedono la stessa cosa: vogliono la loro chiesa. Io per primo dopo il sisma ho detto ‘prima le case dopo le chiese’, ma con questo non intendevo che le chiese non fossero importanti. Mi auguro che ogni parrocchia possa riavere presto il proprio edificio di culto”.
 
Marchetti ha voluto comunicare che a breve uscirà il secondo volume di Le macerie rivelano, sui ritrovamenti di importanza archeologica fatti tra le macerie, tra cui il rosone di Santa Giusta che è in fase di restauro.
 
Tra le chiese riaperte: nella curia dell’Aquila, San Michele Arcangelo a San Vittorino, San Panfilo a San Panfilo D’Ocre, San Giustino a Paganica, San Pietro Apostolo a Coppito; nella curia di Sulmona (L’Aquila), la chiesa di San Filippo e San Francesco della Scarpa a Sulmona, di Santa Maria della Grazie a Cocullo; nella curia di Avezzano (L’Aquila), la chiesa di San Giuseppe ad Aielli, di Santa Maria delle Grazie a Magliano de’ Marsi; nella curia di Teramo, le chiese di Crognoleto e Fano Adriano; nella curia di Pescara, le chiese di Santa Maria del Carmine e dell’Annunziata a Penne e San Domenico a PIanella.
 
PARTITI LAVORI AL TEATRO COMUNALE, SAN FILIPPO, PALAZZETTO NOBILI E ARDINGHELLI
 
“Colgo l’occasione per comunicare che sono stati aggiudicati gli appalti per i lavori al Teatro Comunale, il palazzetto dei Nobili, palazzo Ardinghelli e il teatro San Filippo”.
 
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo e commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, durante la conferenza stampa di questa mattina sul progetto “Una chiesa per Natale”.
 
Quindi, messe a tacere le polemiche sulla ricostruzione pubblica lenta, ha aggiunto: “i lavori partiranno presto, con i tempi reali e non quelli dei sogni”, ha dichiarato Chiodi.
 
“Anche la ricostruzione privata – ha terminato Chiodi – procede: 11 mila sono i cantieri conclusi con successo. Per le case ‘E’, c’è un intasamento di progetti ma si risolverà presto”.
 
CHIODI, “PIANI DI RICOSTRUZIONE NECESSARI PER CENTRI STORICI”
 
“A breve – ha annunciato Chiodi – ci sarà un’ordinanza relativa al centro storico. Ho firmato l’intesa venerdì scorso come presidente della Regione e partecipato come commissario delegato per la ricostruzione. Vi si ribadisce l’importanza della presentazione dei piani di ricostruzione se si vogliono avere i finanziamenti”.
 
“Basta, quindi, polemiche sulla ricostruzione bloccata del centro storico – ha ammonito Chiodi – Per ogni centro storico è necessario presentare il piano di ricostruzione. Per adesso sono arrivati circa 15 piani che andranno vagliati”. 
 
“Questo per far capire – ha ribadito il commissario – che se non si presentano i piani di ricostruzione non ci si può lamentare con il Governo, i centri storici dipendono dalle amministrazioni comunali”.
 
“Unica delega alla legge 77 – ha precisato Chiodi – riguarda i lavori su edifici singoli, non facenti parte di aggregati, che previa comunicazione al commissario, possono partire con i lavori. Fermo restando che poi dovranno essere compresi nel piano di ricostruzione al momento della presentazione”.
 
“Noi per adesso stiamo aspettando il piano di ricostruzione del centro storico. I tempi si sono protratti anche troppo. Al Comune 13 persone sono pagate per questo. Le cose se le vogliamo dobbiamo cominciarle a fare noi”, ha concluso Chiodi.
 
CHIODI: “FINITE LISTE ASSEGNAZIONE C.A.S.E.”
 
“Ci tengo a dire e può confermarlo Roberto Petullà (coordinatore della Struttura per la gestione dell’emergenza, ndr) che è presente in sala, che non ci sono più liste di attesa per l’assegnazione di C.a.s.e.”.
 
“Quindi possiamo definitivamente affermare che ognuno è sistemato nel modo desiderato. Adesso resta soltanto la ricostruzione”, ha concluso Chiodi. (a.c.)