L’AQUILA – Disco verde per il concorsone, la selezione per l’assunzione di 300 persone a tempo indeterminato da impiegare in uffici ed enti deputati alla ricostruzione post-terremoto.
Come anticipato da AbruzzoWeb e confermato dai legali, saranno decisi direttamente nel merito i sei ricorsi amministrativi con i quali si chiede al Tar del Lazio di annullare il bando di indizione.
Non ci sarà sospensiva che, di fatto, avrebbe bloccato l’iter amministrativo per lo svolgimento delle prove concorsuali.
Questo l’esito dell’udienza di oggi, davanti alla prima sezione del Tribunale amministrativo del Lazio, presieduto da Calogero Piscitello.
Tra i ricorsi quelli presentati dai legali aquilani Fausto Corti e Roberto Colagrande per conto di precari del Comune e ufficio comunale della ricostruzione, e Mario Sanino, Franco Coccoli di Roma e Isabella Di Benedetto dell’Aquila, che tutelano gli interessi di co.co.co. e lavoratori a tempo indeterminato, in cui venivano contestate sia la delega al Formez della Giunta comunale dell’Aquila per l’organizzazione e lo svolgimento del concorsone sia il bando pubblicato a settembre.
I giudici hanno preso atto della rinuncia alla richiesta di sospensiva fatta dalle parti attraverso i rispettivi difensori allo scopo di sollecitare una trattazione in tempi brevi della questione direttamente nel merito.
Allo stato, comunque, non è stata fissata la nuova udienza sui sei ricorsi arrivati in udienza per un totale di 153 ricorrenti.
Nessun problema, quindi, per lo svolgimento delle preselezioni, in programma dal 19 al 23 novembre prossimi presso il padiglione otto della Fiera di Roma.
IL FORMEZ: ”NON CI SONO RAGIONI PER NON FARLO”
L’esito dell’udienza di oggi è stato sottolineato in una nota del Formez.
“La difesa di Formez Pa e l’Avvocatura dello Stato – si legge – hanno evidenziato la carenza di interesse all’impugnazione del bando, in assenza di clausole impeditive della partecipazione e, nel merito, la determinazione per legge della previsione e delle modalità del concorso”.
“A fronte di tali eccezioni e all’esito della discussione, essendo stato evidenziato che non emerge alcuna lesione degli interessi dei candidati i ricorrenti hanno rinunciato alla richiesta di sospensione del Concorso”, annuncia.
Formez Pa ritiene che “tale esito sia ulteriore conferma, caso mai ve ne fosse stato bisogno, della assoluta mancanza di ragioni ostative al sereno svolgimento del Concorso”.
L’AVVOCATO: “DISCUSSIONE RINVIATA A DOPO LE PRESELEZIONI”
In realtà, come ha spiegato ad AbruzzoWeb l’avvocato Roberto Colagrande, ogni tipo di decisione è stata rinviata a dopo le preselezioni.
Durante la discussione, infatti, è emerso come non vi fossero, attualmente, elementi lesivi per i ricorrenti: per questo la trattazione cautelare è stata solamente posticipata.
“A oggi il danno ancora non si è verificato, il concorso può essere vinto ancora da tutti i candidati, anche dai ricorrenti”, ha obiettato il giudice durante l’udienza.
“Per questo abbiamo convenuto con gli altri ricorrenti – ha detto l’avvocato Colagrande – di trattare la vicenda dopo le preselezioni. E la sensazione è che i ricorsi saranno molti di più dei cinque che finora sono stati presentati, a nostro avviso. Chiunque sarà escluso potrebbe impugnare il concorsone”.
Diverse le motivazioni che hanno portato decine di precari a rivolgersi alla giustizia amministrativa: “Innanzitutto abbiamo formulato rilievi sull’impianto normativo del bando che ha portato a questa soluzione del concorso aperto a tutti. Contestiamo, inoltre, la delega in bianco del Comune dell’Aquila al Formez-Ripam che ha redatto un bando non adeguato alle esigenze di ricostruzione in tempi rapidi di una città e di un territorio ancora martoriato dal sisma del 2009”.
Sollevato nei ricorsi anche la questione delle riserve: “A nostro avviso il bando è stato fatto in maniera frettolosa ed è impugnabile da chiunque sia candidato e dovesse essere escluso. La soluzione migliore sarebbe sospendere il bando, dare una proroga di qualche mese, e redigere un nuovo schema di concorso adeguato”. Giorgio Alessandri
L’INDAGATO PETULLA’ NON RISPONDE AI PM
“Per oggi mi sono avvalso della facoltà di non rispondere, fino all’altro giorno neanche sapevo di questa cosa”.
Lo ha annunciato all’uscita dall’interrogatorio di garanzia presso la procura della Repubblica dell’Aquila il dirigente della Protezione civile Roberto Petullà, la “talpa” accusata dal ministero per la Coesione territoriale di aver diffuso a un sito web un esempio di quiz del cosiddetto concorsone, la maxi selezione pubblica per 300 assunzioni nella ricostruzione.
Per questo Petullà è stato indagato per rivelazione di segreti d’ufficio.
“Oggi abbiamo preso cognizione per la prima volta dell’attività istruttoria, non è escluso che si presenti in seguito a chiarire la sua posizione”, ha aggiunto il suo avvocato Massimo Manieri.
Nel merito della vicenda, l’ex coordinatore Sge ha invitato a “controllare le risposte di quel quiz, sono tutte sbagliate e non poteva essere proposto ai candidati. Se qualcuno ci vuole vedere il complotto…”. (alb.or.)
LA GIORNALISTA DELLO SCOOP NON FARA’ LA PROVA
Non parteciperà al concorsone la giornalista aquilana Cristina Di Stefano, che ha pubblicato in esclusiva sul sito internet AquilaTv il ‘quiz tipo’ sulla ricostruzione, suscitando scalpore e portando a un’inchiesta della magistratura dopo due esposti.
Lo annuncia la stessa cronista in una nota.
“Era una buona occasione lavorativa – spiega – ma il clima degli ultimi giorni non mi ha lasciato il tempo di studiare. Se avessi avuto un po’ di serenità sicuramente avrei anche superato la preselezione visto che lavoro per la mia città dal 7 aprile 2009 e le materie riguardanti la ricostruzione le conosco abbastanza bene”.
“La scelta di non partecipare, meditata per alcuni giorni – aggiunge la Di Stefano – è stata dettata dai continui sospetti manifestati a più livelli sulla mia persona, a cominciare da molti miei colleghi. Sentire poi il presidente di un ente come Formez dichiarare a un giornale che ‘in sede di concorso, la giornalista sarà sicuramente sotto osservazione in modo particolare’ mi toglie anche l’ultimo dubbio”.
Secondo la cronista, “certe affermazioni sono davvero gratuite e incredibili. Così stia tranquillo Flamment, non mobiliti nessuna ‘forza speciale’ per la mia sorveglianza. Io ho infatti deciso: non ci sarò – annuncia – Tuttavia sappia anche che continuerò, più di prima, a informare sulla procedura selettiva e, lo dico senza mezze parole, anche vigilando con molta attenzione senza sconti su tutto il processo che porterà all’assunzione dei 300 lavoratori a tempo indeterminato per L’Aquila e la sua ricostruzione”.
Nella nota parla anche il direttore responsabile di Aquilatv, Giancarlo De Risio.
“A Cristina va tutta la mia solidarietà – scrive – Capisco la sua posizione forte, di giornalista integra e coraggiosa che, con questa decisione, vuole spazzare via tutti i sospetti che si sono accumulati attorno a una vicenda che continuo a definire incredibile”.
Per De Risio “Cristina paga la determinazione di aver voluto fare ‘giornalismo di servizio’ pubblicando su AquilaTv e con il mio avallo, una notizia nell’esclusivo interesse dei candidati al concorso per la ricostruzione dell’Aquila. Resto convinto – afferma – che i ricorsi alla magistratura siano stati soltanto un pretesto e che prima poi la verità verrà a galla”.
“E se i precari possono essere in qualche modo capiti anche se non sono condivisibili, la politica ne esce invece malconcia e non più credibile. Quanto a Flamment, il presidente del Formez – conclude – la sua è stata una caduta di stile evidente e impensabile, al limite della correttezza. Avrebbe fatto meglio, cento, mille volte, a tacere”.





