L’AQUILA – Il prossimo 17 ottobre, alla Camera dei deputati, inizierà l’esame delle tre proposte di legge, tutte presentate dall’opposizione di centrosinistra, sulla ricostruzione dell’Aquila e degli altri comuni del “cratere” del terremoto.
Alla vigilia di un evento così importante per il futuro di territori tutt’ora in ginocchio per le difficoltà e i ritardi delle operazioni di ricostruzione e di rilancio economico e sociale, AbruzzoWeb ha ascoltato il deputato aquilano del Pdl Marcello De Angelis, segretario della commissione Bilancio, oltre che direttore del Secolo d’Italia.
Dall’intervista viene fuori una novità importante: De Angelis è il primo esponente del Pdl che pubblicamente “apre” all’ipotesi di una legge sul terremoto.
Finora il governo nazionale di centrodestra e il commissario delegato, Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, hanno optato per la gestione attraverso il varo di ordinanze.
Per De Angelis, arrivare alla regolamentazione con una legge ad hoc sul terremoto potrebbe snellire le procedure, appesantite dalle numerose ordinanze, e superare le questioni che bloccano la ricostruzione, in particolare quella cosiddetta pesante, rappresentate dalla case classificate “E”, quelle con danni gravi.
Il parlamentare lancia anche messaggi propositivi alle opposizioni di centrosinistra. C’è da ricordare che il varo di una legge è stato perorato anche da centinaia di cittadini che hanno firmato la sottoscrizione per presentare una proposta popolare.
Lei, onorevole De Angelis, è l’unico parlamentare abruzzese della maggioranza a far parte del comitato ristretto che ha esaminato le proposte. Perché non ne avete presentata una anche voi?
La premessa delle tre proposte è che il Governo e i commissari non abbiano fatto quello che dovevano fare per la ricostruzione. Il Governo ritiene invece che, attraverso un flusso ininterrotto di ordinanze, abbia dato costanti e adeguate risposte, quindi non condivideva la necessità di una legge.
Perché parla al passato?
Perché, dopo mesi di dibattito e di audizioni, è apparso evidente che la stratificazione di ordinanze ha reso troppo complesse le procedure, che ci sono ritardi nell’avvio di molti lavori e che uno snellimento sarebbe auspicabile.
Quindi il Governo farà una sua proposta?
No. Questo non è più possibile, una volta calendarizzata la discussione in Aula. Ma ci sono i parlamentari del Pdl che intendono fare proposte di semplificazione normative e procedurali che sono sicuro avranno la condivisione anche delle opposizioni.
Ma le opposizioni hanno già presentato le loro, di proposte…
Ho motivo di ritenere che nessuno voglia portare in votazione le proposte così come sono state presentate, perché sono prive di coperture. A che serve produrre una legge se poi non la si può applicare? Lo dico senza intenti critici, quelle proposte sono state leggi ‘manifesto’, che avevano l’intento di richiamare nuova attenzione della politica sull’Aquila. Il Governo intanto non ha cessato di lavorare per i Comuni del “cratere”.
I fondi per la ricostruzione ci sono, la ricerca di una soluzione per la restituzione dei tributi non si è arrestata, ma in questo clima di tagli è più complicato trovare le coperture, e si sta ragionando su come accelerare le procedure e semplificare i passaggi burocratici. Ci sono differenze di “linguaggio” tra il commissario Chiodi e il sindaco Cialente, che forse hanno ulteriormente complicato le cose.
Ma è ovvio che l’interesse di tutti è che i cittadini dell’Aquila possano tornare alla normalità rapidamente, che la città venga ricostruita, anche il centro storico, in tempi rapidi e che si esca dallo stallo anche economico che già esisteva prima del terremoto e che si è aggravato. A chi converrebbe mai il contrario, se non a chi vuole agitare gli animi e rendere ingovernabile la città? Bisogna fare uno sforzo di ragionevolezza e di senso pratico. Sono sicuro che siamo tutti su questa linea.
Quindi se verrà presentata una nuova proposta dai deputati della maggioranza che succede?
Chiederemo al presidente della Camera qualche giorno in più per lavorare in commissione. La cosa più auspicabile sarebbe arrivare a un testo semplificato e condiviso, in modo che passi celermente anche al Senato e possa essere operativo in tempi molto brevi. (b.s.)



