L’AQUILA – Dovevano essere fondi per far fronte all’emergenza sociale esplosa dopo il terremoto del 6 aprile 2009, in particolare nei piccoli comuni del cratere, quelli stanziati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ai tempi rappresentato dal sottosegretario Carlo Giovanardi. Per agevolare, si scrisse con enfasi nel decreto, “il più rapido recupero di adeguate condizioni di vita a favore delle famiglie residenti nei comuni colpiti dal sisma”, in una ventina di centri colpiti.
Ebbene: sono passati oramai oltre sette anni, ma praticamente tutti i circa 10 milioni di euro disponibili non sono stati utilizzati, non si sono trasformati in servizi socio assistenziali, in migliorie delle case di riposo, nella realizzazione di centri polivalenti, a beneficio degli anziani, che rappresentano la maggioranza della popolazione nei piccoli comuni, e anche di giovani, disabili e famiglie in difficoltà.
Dalla ricognizione effettuata da Abruzzoweb risulta però che alcuni bandi partiranno finalmente nei prossimi mesi, e che tutti i Comuni hanno i soldi in cassa. Gli unici Comuni ad aver usato quei fondi sono quelli di Capestrano e Villa Santa Lucia.
A bloccare tutto è stato inizialmente un ricorso al Tribunale amministrativo regionale da parte del Comune dell’Aquila, che aveva lamentato irregolarità nel bando dell’ex commissario delegato alla ricostruzione Gianni Chiodi che nel settembre 2011 aveva premiato una quindicina di Comuni ma non L’Aquila.
Il ricorso è stato però respinto, dal Tar e poi anche dal Consiglio di Stato.
Ci si è messa poi l’inchiesta della Procura dell’Aquila su una presunta truffa sulla gestione delle strutture che sarebbero state realizzate con i fondi, inchiesta che ha sfiorato anche la Curia aquilana. A condire il tutto feroci e rusticane polemiche tra la senatrice Stefania Pezzopane del Partito democratico da una parte, e Giovanardi e Chiodi dall’altra.
In seguito, poi, i ritardi sono stati causati dalla rimodulazione dei fondi da parte del Ministero, che ha costretto i Comuni a rivedere i loro progetti. Infine, le solite e micidiali lungaggini della burocrazia i cui tempi non sono certo compatibili per una spesa considerata d’emergenza.
A denunciare con forza i ritardi nell’utilizzo dei fondi Giovanardi è stato qualche giorno fa Umberto Giammaria, ex sindaco di Tornimparte, uno dei Comuni beneficiari.
“È una vergogna – tuona ad Abruzzoweb Giammaria – nel mio territorio avevamo puntato su centri polivalenti, su ambulatori e servizi socio sanitari, su una politica che avrebbe raccolto frutti nel tempo, in virtù del decentramento dei distretti sanitari, realizzando la famosa medicina del territorio. Questi ritardi avranno un costo, nelle aree interne il tempo è prezioso, soprattutto dopo un terremoto che ci ha messi in ginocchio”.
Per aggiornare dunque lo stato dell’arte dell’utilizzo dei fondi Giovanardi partiamo dalla rete di Comuni dell’aquilano che hanno presentato un progetto integrato, ovvero quelli di Acciano, capofila, Barisciano, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Fagnano Alto, Ocre, Poggio Picenze, Tione degli Abruzzi e anche la citata Tornimparte.
Nessun intervento è stato avviato né completato. I Comuni sono però al lavoro per predisporre i bandi e soprattutto per rimodulare i progetti, in quanto la dotazione finanziaria è stata ridotta da 3,5 milioni di euro a 1,4 milioni. I soldi sono in cassa, versati dal Ministero a fine 2015 al Comune capofila, Acciano, che poi li ha girati, per importi di circa 150 mila euro ciascuno agli altri Comuni.
“La riduzione dei fondi – spiega a questo giornale il sindaco di Acciano Fabio Camilli – ha creato problemi, perché le amministrazioni hanno dovuto rivedere i progetti, come Comune capofila abbiamo dovuto avviare un confronto con l’Ufficio speciale della ricostruzione, le pratiche insomma si sono complicate”.
Ad Acciano comunque l’ufficio tecnico è al lavoro sul progetto di un nuovo ambulatorio, e per attivare servizi alla popolazione di tipo socio assistenziale.
Allargando lo sguardo ai Comuni della rete dopo una lunga attesa il Comune di Ocre indirà una gara entro dicembre per la ristrutturazione di uno stabile nella frazione di San Felice, una ex scuola materna, per un importo di 114mila euro. L’edificio ospiterà un centro di assistenza per anziani e portatori di handicap, gestito da una cooperativa che potrà disporre di un budget di 25 mila euro.
“Ci siamo dotati della centrale unica per gli appalti – spiega il sindaco Fausto Fracassi – e finalmente il bando è imminente. Peccato però che si sia perso tutto questo tempo. La struttura potenzierà la vocazione all’assistenza socio sanitaria del nostro Comune, dopo l’inaugurazione del Centro Aism per la riabilitazione della sclerosi multipla, realizzato con una donazione della Provincia autonoma di Bolzano”.
Si è in fase avanzata di progettazione esecutiva anche a Castel del Monte.
“Il bando lo faremo a primavera – spiega il sindaco Luciano Mucciante – con i 150mila euro a disposizione potenzieremo la nostra casa di riposo, riadattando alcuni locali, dove poi sarà offerto un servizio socio assistenziale rivolto ai giovani e alle famiglie con minori a rischio”.
Saliamo dunque sull’altopiano delle Rocche.
A Rocca di Mezzo i soldi sono arrivati in due tranche direttamente dal Ministero, un milione di euro circa, disponibili da inizio 2015.
Il sindaco Mauro Di Ciccio spiega però che “il Comune ha deciso nel frattempo di modificare il progetto di potenziamento e adeguamento della nostra casa di riposo. Inizialmente l’idea era quella di utilizzare 30 per cento per il risparmio energetico, per dotare la struttura di una migliore coibentazione termica e abbattere il costo di gestione. E il 70 per cento della cifra per l’implementazione dei servizi. Poi però ci è sembrato opportuno impiegare più risorse per la prima voce, perché i costi di gestione della nostra struttura sono altissimi, in termini di bollette. La revisione progettuale ha portato via del tempo, per rifare i computi metrici, ma siamo a buon punto”.
Altra rete di Comuni che ah avuto accesso ai fondi Giovanardi è quella composta da Capitignano, capofila, Cagnano Amiterno, Campotosto e Montereale, che ironia della sorte nel frattempo sono stati colpiti anche dal terremoto del 24 agosto scorso, e ricompresi anche nel nuovo cratere sismico.
“I 3,5 milioni di euro sono in cassa – assicura Maurizio Pelosi, sindaco di Capitignano – i nostri uffici tecnici stanno lavorando a progetti esecutivi e i bandi partiranno nei primi mesi dell’anno nuovo, uno per ogni Comune”.
Un progetto ambizioso quello dei quattro Comuni dell’alta valle dell’Aterno: a Capitignano è prevista una residenza per anziani autosufficienti, da 15 posti. Una struttura da realizzare nel centro del paese, al posto di un rudere e secondo i canoni estetici fissati dal Piano di ricostruzione ex novo.
A Cagnano invece sarà realizzato un centro polifunzionale ricreativo, dotato anche di una piscina, a servizio di tutto il territorio.
A Marana di Montereale un asilo nido. E verrà anche acquistato un bus navetta, a servizio in particolare di Campotosto, che renderà fruibili le strutture a tutti gli utenti, che in questo territorio vivono in decine di frazioni anche molto distanti tra loro.
“Era un intervento pensato per l’emergenza del 2009, diciamo che però con il terremoto dell’agosto 2016 – è l’amara ironia del sindaco – qui siamo tornati alla piena emergenza, e a maggior ragione questi interventi saranno decisivi per dare un futuro al territorio. Si poteva fare molto prima, peccato che ci siano stati tutti questi intoppi, ma l’obiettivo non cambia: offrire servizi per incentivare le persone a restare”.
Sta per avviarsi anche il progetto presentato da Bugnara e Cocullo, comuni dell’area Peligna colpita dal sisma.
A loro sono andati 1,5 milioni di euro, dopo un ulteriore contenzioso, con ricorso al Tar vincente, visto che inizialmente gli erano stati assegnati solo 350 mila euro. E’ prevista la realizzazione di un centro diurno per anziani a Bugnara, recuperando un edificio nel centro storico danneggiato dal sisma del 1985, e una casa di riposo per anziani autosufficienti a Cocullo.
“Problemi ci sono stati con gli espropri – spiega il sindaco di Bugnara Giuseppe Lo Stracco, ora però è tutto risolto, nel giro di un mese faremo il bando”.
Concludiamo la nostro giro ricognitivo a Capestrano e Santa Lucia. Qui dulcis in fundo si scopre che i circa 320 mila euro dei fondi Giovanardi sono stati già in fase di utilizzo, per finanziare un servizio socio assistenziale per la terza età gestito da una cooperativa.
“Qui a Capestrano – spiega il vicesindaco Davide Fontecchio – abbiamo un ospizio a prezzi contenuti gestito da una cooperativa, che ora si cura anche del nuovo progetto, che avrà una durata triennale, in questa prima fase c’è un’assistente sociale, che opera in locali messi disposizione dal Comune”.



