L’AQUILA – “L’obbligo della Soa, l’attestazione di qualificazione per la partecipazione a gare d’appalto, divenuta obbligatoria a prescindere dagli importi dei subappalti, e il divieto di subappalto di lavorazioni cosiddette ‘specialistiche’, sta mettendo in ginocchio tantissime piccole ditte aquilane”.

A ribadirlo in una lettera aperta alla senatrice del Pd Stefania Pezzopane, è Carlo Saggese, segretario aquilano della Federazione nazionale autonoma imprenditori liberi professionisti (Fenailp), che chiede con forza la modifica dell’articolo 11 del decreto Enti locali entrato in vigore ad agosto 2015 e che ha introdotto nuove regole per la ricostruzione, che mostrano però evidenti limiti.

LA LETTERA COMPLETA

Onorevole, Le scrivo, innanzi tutto, per ringraziarLa del suo pronto interessamento alle problematiche da me sollevate scaturenti dall’interpretazione delle disposizioni emanate con la circolare  1491 del 11.1.16 in materia di subappalto.

Come è ormai noto, grazie al tavolo da Lei istituito, la circolare interna del direttore dell’Usra Raniero Fabrizi ha dato luogo a molteplici criticità interpretative che porteranno, oltre all’accumularsi di pesanti ritardi nei lavori di ricostruzione, ripercussioni negative nella qualità delle opere, e, cosa ancor più grave, non contribuiranno allo sviluppo imprenditoriale del nostro territorio.

Mi riferisco, in particolare, a due questioni: quella relativa all’obbligo di attestazione della Soa e quella relativa all’impossibilità di subappaltare le opere cosiddette “specialistiche”.

È evidente l’importanza dell’interpello che Lei ha prontamente inoltrato all’Anac, ma è altresì evidente lo stato di difficoltà in cui versano tutte le ditte che hanno lavorato e che attendono i pagamenti.

Per questo mi permetto di sollecitare ancora una volta la sua attenzione, non solo come presidente della Fenailp, ma soprattutto come “aquilano”, che vorrebbe continuare a vivere e lavorare in questa città con i propri figli.

I nostri artigiani, pur costretti a sconti e ribassi per poter lavorare, hanno operato con l’impegno e le capacità che da sempre li contraddistinguono, per restituire al meglio le abitazioni ai loro concittadini, offrendo loro stessi la qualità che gli appaltatori avrebbero dovuto garantire con i prezzi pieni.

Molti di loro hanno già dovuto attendere la riconferma del titolare dell’Usrc Paolo Esposito ed ora tutti sono fermi ad attendere i pagamenti da parte dei vari uffici tecnici comunali, che tuttavia, sembrerebbero intenzionati a non provvedere fino a quando sussista l’attuale interpretazione regolamentare.

Ulteriori disagi, quindi, per moltissime famiglie; ulteriore attesa per moltissimi piccoli imprenditori, per i loro dipendenti e fornitori.

Senza considerare che i mancati pagamenti generano l’impossibilità di avere un Durc irregolare che innescherebbe il meccanismo infernale dell’inesigibilità dei propri crediti.

Le doglianze degli artigiani impegnati nella ricostruzione hanno da tempo gli stessi contenuti, ed è un peccato che debbano assumere sempre più forza, anziché attenuarsi.

Una lettura integrale dell’articolo 11, da sola, risolverebbe le questioni sollevate almeno in parte.

E’ evidente come l’attestazione Soa viene indicata solo per gli appaltatori, non essendo enunciata minimamente nel comma 6 dove si parla di subappalti, e, per assurdo, non se ne parla neanche nella circolare dell’ingegner Fabrizi.

Stesso dicasi per i subappalti. Nella stragrande maggioranza dei lavori non sono differenziate le categorie. Dunque, rimanendo nei limiti del 30 per cento, mi domando il perché debba esistere un diniego di subappalto di lavorazioni cosiddette “specialistiche” se le stesse non sono indicate come tali.

L’interpello farà certamente chiarezza e, sicuramente si protenderà per un’estensione dei limiti di subappalto, andando incontro alla normativa nazionale.

Mi scusi dello sfogo, onorevole senatrice, ma è impensabile trascorrere le festività Pasquali con una tale inquietudine per una situazione che potrebbe essere risolta in maniera rapida e nel  pieno rispetto di quanto stabilito dalle normative vigenti.