L’AQUILA – Servono circa 3,8 miliardi di euro per finanziare tutte le pratiche di ricostruzione già presentate fino alla scorsa settimana nel solo comune dell’Aquila.

La cifra “monstre” emerge dal report pubblicato dall’Ufficio speciale per la ricostruzione del capoluogo (Usra) che AbruzzoWeb è in grado di fornire in anteprima.

Si tratta dei famosi numeri tenuti finora nel cassetto dal direttore dell’Ufficio, Paolo Aielli, che gli hanno attirato gli strali dell’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che aveva reclamato a più riprese di voler conoscere esattamente lo stato dell’arte dei cantieri in centro storico.

Un dato che da un lato conforta perché dimostra che la macchina ha iniziato a funzionare a pieno regime ma dall’altro riapre il fronte della necessità di nuove risorse, visto che nelle casse municipali ci sono solo 200 milioni di euro disponibili.

Al momento le pratiche con l’istruttoria chiusa ammontano a circa 270 milioni, di cui 192,6 per i progetti presentati ai tempi della filiera Fintecna-Cineas-Reluis e il resto direttamente presso l’Usra con il modello della scheda parametrica.

Gli elaborati in istruttoria, invece, valgono 330 milioni, mentre quelle da istruire raggiungono la somma da capogiro di 3,2 miliardi, al netto di eventuali tagli in sede di verifica.

Complessivamente, invece, sono 22.481 concessi dal 2009, anno del terremoto, a oggi, per un importo di oltre 2,6 miliardi, in parte finanziati con il budget messo a disposizione da Cassa depositi e prestiti (2 miliardi da cui, però, poteva attingere tutto il “cratere” sismico) e in parte con il contributo diretto.

Il picco di spesa si è avuto nel 2012, con 1,09 miliardi spesi, mentre nel 2013 si è toccata quota  565 milioni: “una somma destinata a salire perché nei prossimi tre mesi aspettiamo almeno altre 900 schede parametriche”, come spiega Aielli.

Negli anni precedenti, per la ricostruzione privata sono stati concessi: 87 milioni nel 2009 (7.667 pratiche), 508 nel 2010 (9.096) e 392 nel 2011 (1.903).

In questo caso vanno conteggiati anche gli edifici classificati “A” (agibili), “B” e “C” (parzialmente inagibili), le cui riparazioni si sono quasi ovunque concluse.

“L’obiettivo è quello di rendere sempre più trasparente l’attività dell’Usra”, sottolinea Aielli.

“Nelle prossime settimane entreremo nel dettaglio delle singole voci – aggiunge – per rendere quanto più possibile chiara la situazione dell’Aquila”.
 
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