L’AQUILA – Un grande polo direzionale e scolastico all’interno della Caserma Rossi dell’Aquila da 100 milioni di euro che convoglierà scuole superiori, uffici pubblici, il Convitto nazionale e parte della biblioteca provinciale “Salvatore Tommasi” e l’avvio imminente del programma di ricostruzione delle scuole da 40 milioni di euro, sono stati presentati stamattina in conferenza stampa dal primo cittadino, Massimo Cialente, e dall’assessore ai Lavori pubblici Maurizio Capri.
Il programma di interventi che parte a sei anni dal terremoto del 6 aprile 2009, permetterà agli istituti scolastici e agli studenti di abbandonare le strutture in legno dei Moduli ad uso scolastico provvisori (Musp) usurati dal tempo e dalle intemperie.
Sulla ricostruzione pubblica delle scuole il Comune è in forte ritardo per problemi di progettazione e altri adempimenti, pur avendo avuto a disposizione già da tempo una somma da spendere, come denunciato più volte dall’opposizione che ha attaccato il predecessore di Capri, Alfredo Moroni.
Il nuovo centro direzionale e scolastico, che nascerà vicino a quello della zona di Colle Sapone, sarà realizzato nell’area del demanio militare che, ha sottolineato Cialente “essendo dismessa sarà ceduta gratuitamente al Comune. Si tratta di un accordo sottoscritto da sette ministeri e un progetto che sarà finanziato da fondi per la ricostruzione scolastica – ha proseguito – da fondi del ministero per gli edifici pubblici e da parte dei 2 miliardi di euro dell’Inail destinati alla ricostruzione che siamo intenzionati a chiedere. Lo studio di fattibilità è già stato completato”.
Il sindaco ha annunciato che il polo direzionale della Caserma Rossi ospiterà circa 9 mila studenti e parte degli uffici dell’Agenzia del territorio.
“Apriremo un tavolo con la Provincia per trovare un accordo sulle scuole superiori da trasferire all’interno della Caserma, nella quale non andrà il liceo Classico”, ha aggiunto.
Un’edilizia scolastica “con adeguamento sismico al 100 per cento che rispetterà sostenibilità ambientale e qualità urbana”, ha spiegato l’assessore Capri, che della ricostruzione delle scuole ha annunciato di aver fatto un punto prioritario del suo mandato fin dall’insediamento.
Entro il nuovo anno, ha garantito l’assessore, si avvieranno i lavori delle scuole media di Paganica, della primaria di Arischia e della Mariele Ventre di Pettino.
“Un primo investimento di 19,6 milioni – ha detto l’assessore – al quale se ne aggiungeranno altri fino a un totale di 40 milioni”.
Si tratta di fondi assegnati dal decreto 48/2013 del capo dipartimento dello Sviluppo delle economie territoriali della presidenza del Consiglio dei ministri.
Per il polo scolastico di Sassa, saranno impiegati 8 milioni di euro, 5,2 saranno destinati invece al polo che ingloberà la scuola dell’infanzia di Gignano, la primaria della Torretta e quella di Sant’Elia.
Un investimento di 3 milioni per la primaria e la scuola dell’infanzia di Santa Barbara che sarà accorpata con quella di San Sisto, 2,4 milioni per la scuola dell’infanzia di Pettino e 1 milione per quella di Bagno, infine 2,1 milioni per le strutture scolastiche di Pianola e 4,2 milioni per quella di Paganica.
“L’idea è di creare veri e propri civic center dove inserire anche servizi e palestre – ha aggiunto Capri – che riuniranno le scuole di diverso ordine e grado, con una progettazione partecipata come nel caso del polo di Sassa”.
Una ricostruzione in ritardo di 6 anni “per colpa della decisione dell’allora commissario Gianni Chiodi di non darci i soldi – ha specificato Cialente – Ora si lavorerà intensamente”.
“Abbiamo deciso inoltre di rimodulare i fondi della scuola di via Giovanni XXIII per indirizzarli a plessi che hanno bisogno di una ricostruzione immediata, avendo intorno molta più popolazione rientrata nelle case – ha concluso il sindaco – Per le scuole del centro storico, dove sono ancora in pochi a vivere, ci vorranno un altro paio d’anni, tranne che per la De Amicis per la quale i lavori partiranno a breve”.



