L’AQUILA – “Perché il presidente Nazario Pagano non ha convocato una seduta del Consiglio regionale dedicata alla riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza antisismica della edilizia residenziale pubblica delle Ater e dei Comuni abruzzesi?”.
La domanda arrriva dal leader dell’associazione “Mia casa Abruzzo” Pio Rapagnà, ex parlamentare, visto che a Ferragosto si è tenuta una seduta regionale del Consiglio regionale straordinaria.
“È da due anni che chiedo a Pagano – aggiunge Rapagnà – la convocazione e lo svolgimento di una seduta del Consiglio regionale per l’approvazione di una legge ad hoc sulla ricostruzione e messa in sicurezza antisismica” della edilizia residenziale pubblica. È sotto gli occhi di tutti che, dopo 28 mesi dal 6 aprile 2009, migliaia di famiglie sono ancora sfollate, a dimostrazione, nel silenzio e nella omertà generale, della incapacità della massima Istituzione legislativa regionale a creare i presupposti e le condizioni operative necessarie per la ricostruzione della edilizia residenziale pubblica, dentro e fuori il cratere”.
Per l’associazione “Mia casa Abruzzo” è “chiaro che le istituzioni regionali e gli uomini che le rappresentano non siano all’altezza del compito e della gravità della situazione, nel mentre nessuno si assume le proprie responsabilità che, nel contesto generale di una ricostruzione che, se pur evocata, non c’è, non parte e non si vede, chiamano in causa il ruolo, la funzione e la utilità pubblica e collettiva dei partiti di maggioranza e di opposizione e degli stessi “singoli” consiglieri regionali e parlamentari, deputati e senatori, eletti in Abruzzo. Il ‘Mia Casa’ ha più volte e inutilmente denunciato che il numero delle unità immobiliari verificate dai tecnici della protezione civile, dell’Ater e dei Comuni del cratere non corrisponde al numero delle abitazioni pubbliche effettivamente esistenti, ventilando la ipotesi della cancellazione anagrafica e toponomastica di circa 2 mila famiglie di inquilini e assegnatari e di oltre 1.325 alloggi pubblici esistenti all’interno del centro storico e nella immediata corona attorno alla zona rossa, danneggiati e distrutti dal terremoto e non censiti”.



