L’AQUILA – “Nemmeno nella seduta di domani il Consiglio regionale discuterà e approverà la Legge Organica ad hoc per la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere”.

Lo scrive Pio Rapagnà, coordinatore del ‘Mia Casa d’Abruzzo’.

“Pur in presenza di un contesto di generale confusione tra norme e soggetti attuatori, neanche la Commissione Speciale per la ricostruzione post-terremoto ha proceduto, in questi anni trascorsi dalla sua istituzione, ad elaborare e trasmettere al Consiglio regionale una bene ordinata proposta di legge sulla ricostruzione, anzi, essa addirittura non è stata mai convocata dal presidente Antonio Iampieri“.

“Che cosa devono pensare, a questo punto, i cittadini abruzzesi e le famiglie ancora sflollate? Che l’attuale Consiglio regionale, tra le centinaia di leggi approvate, ‘non ha le capacità, le competenze e le conoscenze tecniche’ per elaborare, sul piano dei contenuti specifici, proprio una ‘Legge Quadro’ per la ricostruzione?”

“È duro constatare, trascorsi ormai 4 anni e 6 mesi dal terremoto – osserva Rapagnà – che le massime Istituzioni della Regione Abruzzo, gli Enti Locali e le strutture della pubblica amministrazione non riescono a dare il necessario sostegno all’opera di ricostruzione. Il Mia Casa d’Abruzzo, in presenza di gravi ritardi nella ricostruzione pubblica e privata, chiede al Consiglio regionale, agli Organi di vigilanza e al Difensore Civico regionale, un intervento di idirizzo, di sostegno e di ‘persuasione morale’ nei confronti del Comune dell’Aquila, del Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche e dell’Ater quali soggetti attuatori della ricostruzione degli alloggi pubblici e privati”.

“Il Mia Casa d’Abruzzo chiede, ancora una volta, al presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano ed ai presidenti dei gruppi consiliari di dare una risposta precisa prima dell’inizio dei lavori del Consiglio di domani cui assisterà – annuncia infine Pio Rapagnà – una delegazione delle famiglie ancora sfollate”.