L’AQUILA – “Ricostruzione più veloce e trasparente, sostegno reale alle attività produttive, misure per il personale impiegato per il post-sisma nei Comuni del ‘cratere’, riconoscimento per le vittime del terremoto e per i loro figli”.
Sono questi i principali obiettivi, come spiegato in una nota, del disegno di legge per la ricostruzione dopo il sisma del 6 aprile 2009, presentato dalla senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane e sottoscritto da Massimo Caleo, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente e dai colleghi dem Amati, Astorre, Cucca, Cuomo, Fasiolo, Giacobbe, Puppato, Gianluca Rossi, Silvestro, Sollo, Spilabotte, Valdinosi e Valentini.
“Il ddl si compone di 42 articoli – spiega la Pezzopane – è molto ricco e una parte dell’articolato verrà anticipato nel decreto enti locali, in via di approvazione da parte del Consiglio dei ministri. Così come concordato con la sottosegretaria Paola De Micheli e in tandem col governo, presentiamo contestualmente questa proposta più organica, mentre il Cdm approva già una parte nel decreto enti locali”.
Un doppio binario, come anticipato da AbruzzoWeb, che potrebbe trovare presto applicazione dato che il Consiglio dei ministri è convocato per oggi alle 18 e potrebbe essere la volta buona.
Il disegno di legge, dal titolo ‘Misure urgenti per la legalità, la trasparenza e l’accelerazione dei processi di ricostruzione dei territori abruzzesi interessati dal sisma del 6 aprile 2009 e per il sostegno delle attività produttive e della ricerca’, continua la nota, “si propone di consolidare il modello organizzativo contenuto nella cosiddetta ‘riforma Barca’, che ha restituito la governance della ricostruzione agli enti locali e di dettare tempi e procedure certe per completare la rinascita dell’Aquila e dei comuni colpiti”.
“Questo disegno di legge – prosegue la senatrice – insieme con le risorse finanziarie che il governo ha previsto fino al 2018 rappresenta un punto di svolta per la ricostruzione. La riforma Barca del 2012 ha finalmente messo fine alla fase dell’emergenza, che da noi è durata in modo assurdo ben 3 anni e mezzo. Con questa proposta rinforziamo la governance locale e prevediamo misure per velocizzare la ricostruzione e renderla più trasparente”.
“Per i lavori di importo superiore ai 500 mila euro l’invito di gara dovrà essere rivolto a un minimo di 5 imprese comprese in una ‘white list’ con parametri di legalità e credibilità. Non si potrà ricorrere al subappalto per più di un 30% dei lavori e anche gli ordini professionali dovranno garantire un albo reputazionale degli iscritti – ricorda poi i punti salienti – La legge prevede, inoltre, penali per le ditte che non rispettano la scadenza dei lavori e la risoluzione del contratto in caso di fallimento dell’affidatario”.
La Pezzopane svela come sia stato “inoltre previsto un tempo massimo per la consegna dei lavori nei centri storici e il riconoscimento di un contributo anche per la ricostruzione o la ristrutturazione delle seconde case. Per il rilancio economico – prosegue – abbiamo previsto di destinare il 5% delle risorse stanziate per la ricostruzione privata alle attività produttive e al servizi per il turismo, alla ricerca e all’innovazione tecnologica delle imprese, all’accesso al credito e gli incentivi alle delle pmi e delle micro imprese”.
La proposta cerca inoltre di risolvere inoltre le questioni legate al personale pubblico impiegato nella ricostruzione e alla burocrazia pesante che schiaccia i comuni nella ricostruzione”, conclude.



