L’AQUILA – Uffici tecnici comprensoriali per superare le lungaggini della filiera e contenere la spesa necessaria all’esame delle pratiche della ricostruzione “pesante”. È questa una delle proposte presentate al coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, dal rappresentante dei sindaci del “cratere” sismico, Emilio Nusca, nel corso di un’assemblea dei primi cittadini che si è tenuta lunedì a Fossa (L’Aquila).
L’idea è quella di dotare di personale qualificato le nove aree omogenee in cui è suddiviso il territorio colpito dal terremoto del 6 aprile 2009 attigendo in parte dai collaboratori assegnati ai Comuni e che al 31 marzo andranno in scadenza di contratto, che saranno coadiuvati da personale di Reluis e coordinati da un dirigente responsabile.
I sindaci, in tal senso, hanno espresso la volontà di superare la logica dell’emergenza e sancire che i co.co.co. che affiancano i vari uffici tecnici comunali ormai sono a pieno titolo impegnati nelle attività della ricostruzione, quindi indispensabili per la prosecuzione delle attività.
A queste strutture tecniche dovranno confluire complessivamente sia i progetti degli edifici classificati “E” sia tutto ciò che riguarda gli aggregati di ogni Comune che fa parte di una specifica area omogenea, oltre, ovviamente a tutta la documentazione, contabile e non, che dovrà essere rendicontata al commissario per la ricostruzione.
Nel corso della riunione sono stati snocciolati anche i numeri: i paesi del “cratere”, tutti insieme, hanno tante pratiche quante ne ha il Comune dell’Aquila, complessivamente sono 13.046 gli edifici classificati “E”, oltre agli edifici “B” e “C” in aggregato e ricompresi all’interno dei piani di ricostruzione.
Una mole di lavoro enorme che da un lato non può gravare sulla filiera Fintecna-Cineas-Reluis (la cui permanenza all’Aquila dopo il 31 agosto prossimo è comunque ancora da verificare) dall’altro che necessita di competenze e professionalità di alta qualità e di garantita efficienza.
Un dato fondamentale mostrato dai sindaci a Fontana è quello riferito ai risparmi che si conseguirebbero attraverso l’istituzione degli uffici unici: considerato che la filiera prende oltre 1.000 euro per ogni singola pratica “E” si otterrebbero dei costi pari a un quinto o più di quelli attuali.
Durante l’incontro Fontana ha anticipato alcuni temi che saranno in discussione a breve: la proroga a fine anno del personale in servizio presso i Comuni, la riorganizzazione della struttura commissariale attraverso la fusione della gestione dell’emergenza (la Sge) con quella della ricostruzione (la Stm) in un unico organismo che affiancherà Gianni Chiodi.
Lo stesso governatore, dopo le amministrative di maggio e il completamento dell’iter dei piani di ricostruzione, come tra l’altro già annunciato nel corso del primo incontro all’Aquila con il ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, incaricato dal governo di seguire la ricostruzione, dovrebbe perdere le prerogative del commissario a tutto tondo e tornare a svolgere un ruolo di coordinamento, di programmazione, di attribuzione dei fondi, oltre al monitoraggio e al controllo della spesa.
In risposta ai sindaci che, nel frattempo si servono ancora della filiera e che hanno lamentato ritardi nell’esame delle pratiche “E”, il coordinatore della Stm ha chiarito che entro aprile verranno smaltiti progetti presentati fino alla data del 31 agosto 2011, mentre gli altri saranno esaminati in seguito.



