L’AQUILA – Un ordine del giorno urgente per richiedere l’adeguamento delle norme urbanistiche edilizie del vigente piano regolatore alla normativa post terremoto. Altrimenti si rischia che gli edifici del centro storico danneggiati non possano essere demoliti e quelli abbattuti non possano essere ricostruiti.
A chiederlo sono i consiglieri del gruppo Alleanza per l’Italia d’intesa con l’assessorato all’Urbanistica del Comune dell’Aquila, che in una conferenza stampa denunciano un contrasto normativo tra il Prg e le ordinanze per la ricostruzione.
Nello specifico, in base agli articoli 56 e 57 per gli edifici che si trovano nel cuore del centro storico, la cosiddetta zona “A”, non sono ammessi interventi edilizi volti alla demolizione e alla modificazione della sagoma delle strutture.
Tutto questo contrasta invece con le Ordinanze della Presidente del Consiglio dei ministri (le numero 3790 e 3881) che invece impongono il miglioramento e l’adeguamento alla nuova normativa antisismica per l’ottenimento del contributo per la ricostruzione o la riparazione degli edifici danneggiati dal terremoto.
“Il 28 febbraio – ha sottolineato il capogruppo dell’Api, Piero Di Piero – è scaduta la consegna delle schede di intervento, in cui i tecnici hanno dato indicazioni per la riparazione e sostituzione degli edifici. Se le normative rimangono quelle che sono, addirittura non si sa se gli edifici possano essere ricostruiti una volta demoliti”.
L’assessore Roberto Riga ha infine affrontato la questione della presentazione delle domande per i contributi per gli edifici classificati “E”, ovvero con gravi danni strutturali.
“Dobbiamo velocizzare i tempi per l’esame di queste pratiche – ha sottolineato – altrimenti c’è il rischio che i cittadini si scoraggino e vadano via”.
A tal proposito Di Piero ha proposto l’apertura di uno sportello unico dove i progetti possano essere visionati in velocità da Comune, da Fintecna, Reluis e Cineas, “come fosse una sorta di conferenza di servizi. Non si capisce – ha aggiunto in conclusione – perché la pratica debba essere visionata interamente anche dal Genio civile. Questo crea solo dei rallentamenti”.



