L’AQUILA – Un nuovo filone d’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma dell’Aquila è stato avviato dalla procura della Repubblica del capoluogo.
Oggi si sono avuti i primi effetti con la visita dei finanzieri del nucleo di polizia Tributaria presso la sede della Curia arcivescovile aquilana e dei poliziotti della squadra Mobile alla direzione regionale del ministero dei Beni culturali.
In entrambi i casi c’è stata un’acquisizione di documenti da parte degli inquirenti, coordinati da un pool di magistrati con a capo il procuratore della Repubblica, Fausto Cardella.
Strettissimo il riserbo fin qui sull’oggetto dell’inchiesta e sulle persone coinvolte. Se non fosse stato per la nota dell’Arcidiocesi che annunciava l’arrivo delle Fiamme Gialle, probabilmente non se ne sarebbe saputo nulla.
Secondo quanto si apprende da fonti ecclesiali, al momento sarebbero esclusi dalle indagini esponenti del clero aquilano; di conseguenza, l’inchiesta potrebbe riguardare imprenditori e tecnici impegnati nella ricostruzione delle opere di competenza della Curia.
Sempre da quanto appreso, sono state richieste tutte procure notarili con cui si sono affidate ai tecnici le responsabilità dei lavori, sia degli appalti che degli affidamenti.
La Chiesa aquilana vive un periodo di grandi cambiamenti dopo l’insediamento di monsignor Giuseppe Petrocchi, subentrato a monsignor Giuseppe Molinari, a riposo per raggiunti limiti di età.
Il nuovo presule ha infatti la fama di ‘vescovo-manager’ dalla sua precedente esperienza di 15 anni a Latina e ha subito voluto prendere in mano direttamente la ricostruzione, cambiando alcune pedine in ruoli chiave appena la settimana scorsa.
Per quanto concerne la direzione Mibac non si sa su quali documenti e lavori si sia concentrata l’attenzione degli investigatori, ma potrebbero essere coinvolti imprenditori e funzionari pubblici.
La ricostruzione dei beni culturali è stata gestita in prima battuta dall’allora vice commissario delegato per la Tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti; successivamente, con il ritorno al regime ordinario, è passata in capo al direttore regionale Fabrizio Magani, di recente nominato vice direttore del Grande progetto Pompei.
DIREZIONE REGIONALE MIBAC: “MANTENIAMO RISERBO”
La Direzione regionale del ministero dei Beni culturali vuole “mantenere il necessario riserbo sulle verifiche in atto” dopo il blitz avvenuto negli uffici da parte della squadra Mobile.
“Come consuetudine di questo ufficio – si legge nella nota – che, conservando presso la propria sede gli archivi della struttura dell’ex vice Commissario per i Beni Culturali, da più di un anno mette a disposizione la documentazione per le necessarie verifiche delle autorità a cui garantisce la massima collaborazione”.
“La Direzione regionale – conclude la nota – continua il proprio lavoro per il recupero del patrimonio monumentale dell’Aquila e del cratere, chiudendo l’anno con un bilancio positivo: sono state impegnante le risorse a disposizione, con l’avvio di numerosi cantieri e l’espletamento di tutte le procedure di gara previste per il 2013”.
LA CURIA: “L’INDAGINE NON CI RIGUARDA”
“Questa mattina militari del nucleo polizia tributaria della Guardia di finanza si sono presentati nella Curia arcivescovile dell’Aquila per chiedere l’esibizione e la messa a disposizione di copia degli atti legati alla ricostruzione degli edifici appartenenti alla diocesi”.
Lo si apprende da una nota emessa dalla Curia aquilana.
“Non è stata eseguita alcuna perquisizione ed è stata offerta la massima collaborazione da parte dei responsabili degli Uffici competenti”.
“Si precisa inoltre, da quanto si è appreso, che l’indagine non riguarda la Curia diocesana”, scrive la nota.
Appresa la notizia, il neo arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Petrocchi, ha dichiarato: “Esprimo massima fiducia nell’operato degli organi inquirenti e rinnovo totale disponibilità nel fornire tutti gli elementi utili che saranno richiesti”.



