L’AQUILA – “Nella polemica tra chi sostiene che il governo non trasferisce i fondi necessari per portare avanti la ricostruzione post-sisma e chi sostiene che il Comune non riesca a spendere il denaro arrivato, come spesso accade, tra le due tesi, la verità sta nel mezzo”.

Lo afferma in una nota il consigliere comunale del gruppo Rialzati L’Aquila, Enrico Verini. “La verità – spiega – è che ci sono due verità, entrambe corrette, che pesano come macigni sul destino della nostra città, perché entrambe portano al blocco di tutto”.

“I trasferimenti – dice Verini – arrivano, ma in ritardo e senza una tempistica certa. Questo sistema produce incertezze, porta a rincorrere i problemi e spesso allo stagno del “sistema ricostruzione”.

Quanto alla capacità di spendere quanto è arrivato, Verini spiega che “è innegabile che per la ricostruzione leggera (case ‘B’ e ‘C’), in seguito all’accordo tra Abi e Cassa depositi e prestiti, sono disponibili, e sono veri 2 miliardi di euro. Questi soldi però – aggiunge – restano nei conti infruttiferi, ma per le banche sono fruttiferi eccome, dei proprietari che hanno avuto approvata la perizia per la loro abitazione, e non riescono a esser spesi per pagare i lavori di ristrutturazione a causa del procedimento di obesa burocrazia che il Comune ha imposto per espletare le pratiche”.