L’AQUILA – Ennesima beffa per L’Aquila e il cratere.

Il governo ha deciso di togliere dalla legge di conversione del decreto “Sblocca Italia”, all’esame della Camera, la parte riguardante la ricostruzione dell’Aquila che era stata inserita con un emendamento approvato dalla commissione Ambiente.

A denunciarlo, i parlamentari Gianni Melilla (Sel) e Gianluca Vacca (M5S).

La motivazione? Non c’è copertura finanziaria nel bilancio 2014. Spariscono insomma i 250 milioni stanziati per il cratere, dati per certi, e considerati in particolare dalla senatrice Stefania Pezzopane e dal vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli, entrambi del Partito democratico, un primo grande segno di attenzione del presidente del Consiglio Matteo Renzi per la ricostruzione post-sismica dell’Aquila e del cratere.

La brutta notizia, se confermata, era l’aria, allorchè  il vice segretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini aveva confermato, durante il vertice romano di martedi scorso con la delegazione del Pd abruzzese, che la visita all’Aquila di Renzi sarebbe slittata di un bel po’, almeno fino a quando non si sarebbero trovati i quattrini per il 2015.

Non dunque nello Sblocca Italia, ma nella Legge di stabilità. E aveva assicurato Guerini che “sarà direttamente il Pd nazionale a presentare emendamenti per assicurare le risorse per il 2015 alla ricostruzione post-sisma dell’Aquila. Non sarà più solo una battaglia dei parlamentari abruzzesi”.

Stando a quello che affermano i deputati Melilla e Vacca, spariscono in questo modo i 250 milioni di euro che si sperava fossero anticipati nello Sblocca Italia, necessari per coprire il fabbisogno degli ultimi mesi dei 2014, per finanziare progetti pronti a diventare cantiere. Visto che le risorse disponibili sono oramai agli sgoccioli.

L’emendamento è stato presentato dai parlamentari abruzzesi Antonio Castricone, Maria Amato, Vittoria D’Incecco e Tommaso Ginoble.

“Il governo ha deciso di togliere dalla legge di conversione del decreto ‘Sblocca Italia’, all’esame della Camera, la parte riguardante la ricostruzione dell’Aquila, inserita con emendamento approvato in Commissione Ambiente, con la motivazione che non c’è copertura finanziaria nel Bilancio 2014. È un fatto grave – afferma il deputato di Sinistra ecologia e libertà Gianni Melilla – che testimonia una disattenzione nei confronti dei problemi della ricostruzione dell’Aquila e del lavoro difficile che svolgono i 56 comuni del cratere a partire dall’Aquila.”

“Se a questo si aggiunge la gravissima scelta della proposta di legge di stabilità del governo Renzi che non prevede nessuno stanziamento per l’annualità 2015 per la ricostruzione a fronte di una necessità di almeno 600 milioni di euro, – conclude Melilla – ci si rende conto di come siamo arrivati ad una situazione allarmante e inaccettabile per l’Abruzzo e per L’Aquila”.

Parole durissime anche da parte del deputato pescarese Movimento 5 stelle Gianluca Vacca.

“Gli emendamenti sono stati cassati dalla stessa maggioranza: ormai non è più un decreto ‘Sfascia Italia’ ma anche ‘Anti Abruzzo’,  i sospetti sulle mancate coperture per gli emendamenti potrebbero essere anche legittimi, ma questo dimostra il pressapochismo e la incapacità dei deputati Pd. La verità è che come nel caso delle trivelle e del Parco della costa teatina il Pd abbandona l’Abruzzo, anzi lo affonda”.

(Segue)