L’AQUILA – Il presunto boss della cosca della ‘ndrangheta Tripodi di Vibo Marina (Vibo Valentia), Nicola Tripodi, stando a quanto riportato dalla pagina online de Il Quotidiano della Calabria, “si sarebbe interessato personalmente della gestione dell’affaire post-terremoto”, in riferimento al sisma del 6 aprile del 2009 che ha colpito L’Aquila e 56 Comuni del cratere.

Il tutto emerge da un’informativa dei carabinieri, si legge sul quotidiano, acquisita agli atti dell’inchiesta “Libra”, istruita dal pm antimafia Pierpaolo Bruni in collaborazione con i colleghi della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

“Il boss – si legge sempre nel sito – secondo quanto si apprende dal carteggio, si sarebbe recato personalmente negli uffici della Edil Sud srl, l’azienda di famiglia romana amministrata da Francesco Comerci, indicato come la presunta interfaccia della cosca col mondo della politica, dell’economia e dell’impresa, premurandosi di trasferire i carteggi relativi ai lavori di ricostruzione dell’Abruzzo dei quali «la consorteria mafiosa – si legge nel documento dell’Arma – era riuscita ad essere destinataria”.

Il carteggio sarebbe stato quindi trasferito a Mario Festa, indicato come presunto faccendiere romano, il cui nome è già presente nell’inchiesta sul traffico di false lauree scoperto dalla Procura di Vibo Valentia, il quale, a sua volta, si sarebbe occupato dell’apertura del canale che ha condotto la Edil Sud a Palazzo Marini, sede di alcuni uffici della Camera dei deputati, dove si sarebbe discusso di affari con Giulio Violati.