L’AQUILA – Per sbloccare al più presto la situazione delle macerie nel cratere sismico il presidente dell’Associazione costruttori dell’Aquila, Gianni Frattale, chiede l’intervento del premier Berlusconi.
“Non si spiegano più – dice Frattale – gli indugi sulla pubblicazione dell’Ordinanza che deve risolvere una volta per tutte il problema del trasporto e dello smaltimento”.
“L’Ance si è spesa ad ogni incontro e ad ogni tavolo per dare il suo utile apporto per giungere a una soluzione celere del problema – aggiunge Frattale – e nello stesso tempo ha cercato di tamponare l’agitazione delle proprie imprese impossibilitate a lavorare, così come i trasportatori”.
“La situazione è ormai al grottesco – prosegue Frattale – a febbraio un’Opcm che paralizza qualunque operazione di smaltimento impedendo di procedere ai soggetti che se ne erano occupati fino ad allora, cioè le imprese ed i trasportatori iscritti all’albo nazionale. I già pochi cantieri operativi, intasati di macerie, si bloccano. Si tenta di riparare al danno, dopo diverse sollecitazioni ed incontri di sensibilizzazione. Da allora si rincorrono provvedimenti inapplicabili e relativi correttivi”.
“Attendiamo già diversi giorni – afferma ancora il presidente Ance – l’ultimo aggiustamento in un’Opcm che ci era stata data per immediata dal commissario Chiodi. Da mesi intanto trasportatori, smaltitori e imprese girano i pollici e guardano trascorrere la stagione ideale dei cantieri in una città che in inverno ha temperature polari”.
“Il nostro spirito pacificatore e costruttivo profuso finora e richiamato più volte dal commissario Chiodi nei tavoli ufficiali e sulla stampa, rischia di diventare per noi fonte di imbarazzo oltre che danno alla città da ricostruire e alle imprese che rappresentiamo”, spiega Frattale, il quale ci tiene a far osservare al governo l’evidenza che essere pazienti a questo punto non può portare benefici.
“Per favorire l’avvio della ricostruzione pesante – conclude – abbiamo il dovere di cambiare metodo. Ci aspettiamo che il sottosegretario Letta, per il suo ruolo di raccordo istituzionale, Chiodi e Cicchetti intercedano con vigore affinché l’indispensabile ordinanza del Consiglio dei ministri veda la luce entro poche ore e che gli stessi rappresentino validamente presso il governo le ragioni del territorio che sono chiamati a sovrintendere con pieni e straordinari poteri”.
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