L’AQUILA – Delle lentezze e inerzie dei Comuni e degli Uffici territoriali della ricostruzione (Utr) deve rispondere l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc).
Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato, al quale aveva fatto ricorso l’Usrc dopo la condanna da parte del Tar, affermando che “l’Usrc non può ritenersi estraneo all’istruttoria poiché gli compete il monitoraggio dell’istruttoria finalizzata all’esame delle richieste di contributo ‘delegata in via ordinaria agli otto uffici territoriali’, nonché di convalidarne l’esito”.
Gli Uffici territoriali, ricorda il Consiglio di Stato, “preesistenti all’Usrc, sono ora uffici dipendenti da quest’ultimo organismo (che appunto ha il compito di coordinarli), e quindi non possono ritenersi soggetti distinti e autonomi”.
“È vero che gli Utr sono dipendenti dai Comuni, ma l’Usrc avendo il coordinamento ha anche la responsabilità di validare le pratiche. L’esito di una pratica fa dunque capo all’Usrc”, dice il sindaco di Barisciano Francesco Di Paolo, che insieme al consigliere di Goriano Sicoli Sandro Ciacchi coordina il tavolo dei sindaci del cratere.
“L’importante è che non si aggravi la burocrazia”, aggiunge Di Paolo, che ricorda come gli Utr “sono costituiti dal personale del concorsone (la selezione che ha assunto circa 300 persone a tempo indeterminato da impiegare negli uffici della ricostruzione dell’Aquila e del cratere, ndr) che è stato però contrattualizzato dai Comuni”.
La decisione dei giudici amministrativi nasce da un ricorso presentato dai proprietari di un aggregato a Sant’Eusanio Forconese, che si erano rivolti al Tar perché non ricevevano risposte dal Comune e dall’Usrc sulla domanda di concessione del contributo post-sisma, nonostante l’aggregato, in base ai criteri di priorità, avesse la precedenza rispetto ad altri.
“C’è voluto il Consiglio di Stato a fare ordine in una materia lasciata volutamente confusa per favorire quella consolidata prassi dello scarica barile tanto caro e duro a morire nella Pubblica amministrazione”, ha commentato l’ex consigliere comunale di Barisciano Walter Salvatore, il “picconatore” della ricostruzione.
“Gli otto Utr – ha aggiunto – non sono più da considerare isole autonome autogovernate da regole divaricanti frutto delle interpretazioni e dell’immaginazione dell’istruttore di turno e all’Usrc non sarà più consentito scimmiottare Ponzio Pilato”.
“A fine ricostruzione forse avremo le idee più chiare ma se questi sono i tempi di reazione allora probabilmente succederà come in Irpinia dove al politico romano di turno gli sono serviti ben dodici anni per sancire l’incompatibilità dei tecnici con la carica di consigliere comunale”, conclude. In Abruzzo, invece, almeno questa incompatibilità la legge Barca l’ha istituita nel 2012, “solo” tre anni dopo il terremoto. (m.sig.)



