L’AQUILA – È di circa 2 milioni 650 mila metri cubi la stima delle macerie nel “cratere” del terremoto, di cui circa 1 milione 151 mila solo nel Comune dell’Aquila.
È quanto emerso dalla riunione che il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha promosso con i sindaci del “cratere”, per individuare le possibili soluzioni.
Presenti anche il nuovo vice commissario per la ricostruzione, Antonio Cicchetti, il capo della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, e il dirigente della struttura, Antonio Morgante.
Durante il dibattito è emersa da parte dei sindaci una richiesta per inserire la valutazione del problema nel più ampio programma della ricostruzione.
Chiodi ha sottolineato che, per quanto riguarda le macerie, “è impossibile fare una stima esatta delle tempistiche di ultimazione delle operazioni di rimozione e trattamento complessivo”.
“Oggi – ha proseguito – si sta procedendo a rimuovere quelle derivanti dagli edifici crollati o demoliti in via d’urgenza. Non è ancora definibile, quindi, il programma temporale delle demolizioni previste o prevedibili nell’ambito dei diversi piani di ricostruzione. È una problematica inserita nel più ampio ambito della ricostruzione”.
Lo stesso commissario ha annunciato anche la firma del protocollo d’intesa con il quale viene utilizzata la discarica di Barisciano (L’Aquila), che risolve anche un problema precedente, e con la quale verrà ripristinata ambientalmente anche la cosiddetta ex Teges.
“Naturalmente – ha proseguito Chiodi – ci sono Comuni che producono più macerie, ma non potevamo certo dire che su un problema del genere ognuno debba risolvere la questione a casa sua e con i propri mezzi. Comunque vedremo ora quale valutazione faranno i sindaci e quali saranno i loro suggerimenti e le loro proposte”.



