L’AQUILA – “A volte sembra che a ricostruire le abitazioni si faccia un favore al Comune dell’Aquila, non ai proprietari, questo è il teatro dell’assurdo!”.

L’amarezza dell’assessore comunale del capoluogo alla Ricostruzione Pietro Di Stefano sintetizza tutti i problemi che va incontrando la definizione del sedicesimo elenco dei beneficiari di buoni contributo per la riparazione degli immobili danneggiati, in uscita per la metà di giugno per un importo che dovrebbe essere, almeno si spera, tra gli 80 e i 100 milioni di euro.

Tra le chicche, la ricostruzione dell’edificio che ospitava il bar Tropical, dietro il municipio di palazzo Margherita, ma soprattutto tutta la parte privata del Duomo di San Massimo, che da sola vale ben 35 milioni e comprende la Curia, abitazioni private e spazi commerciali.

Almeno si spera, perché se non si concluderà la procedura burocratica l’importo dell’elenco sarà molto molto minore.

Sono giorni di lavoro febbrile negli uffici comunali e nell’ufficio speciale e, proprio come a inizio anno per l’elenco precedente, emerge un problema serio: ci sono più soldi che progetti che hanno perfezionato il loro iter.

“I problemi sono arcinoti, i progetti stentano ad andare avanti perché tardano ad arrivare le integrazioni da parte dei tecnici – spiega Di Stefano – Il motivo non lo so, è come se il processo si fosse imballato in questo punto. All’atto della presentazione i progetti sono lacunosi, gli uffici non fanno altro che rilevare cose che non dovrebbero esserci. Costruzioni abusive vengono pedissequamente riportate senza riscontro, il più delle volte le problematiche sono di natura tecnica”.

Il tormentone è sempre lo stesso, “per competenza in questo 2016 possiamo impegnare (ossia sulla carta, ndr) fino a 800 milioni , con i primi 2 elenchi non arriveremo neanche a 200 e questo mi fa arrabbiare. Anche perché per quanto riguarda la cassa (i soldi contanti, ndr) abbiamo avanzato un’ulteriore richiesta”.

Di Stefano non getta la croce sulla categoria dei tecnici in generale: “L’interlocuzione con gli ordini professionali è continua, il problema va ascritto non alla categoria in generale, ma agli individui – precisa – Dopotutto, pur di non bloccare la pratica, alcuni studi professionali più virtuosi hanno perfino anticipato il pagamento degli oneri di carattere urbanistico o per sanare qualche situazione, che sarebbero a carico del committente”.

Per risolvere il problema, per il futuro, “con le autocertificazioni uno snellimento si può pensare, visto che l’obiettivo è far ricostruire, finanziare, ma non si può risolvere tutto così, un povero disgraziato committente che firma un’autocertificazione fallace poi se ne assume le responsabilità”.

Quanto al Duomo, “Le integrazioni ultime sono state presentate una settimana fa, dopo essere state richieste e risollecitate. Il progetto al Comune ancora non viene presentato – rivela l’assessore in conclusione – e glielo abbiamo fatto anche sapere, non facciamo altro che chiedere di continuo. È un bel pezzo di città quindi spero che si riesca a chiudere in tempo per il sedicesimo elenco”.