L’AQUILA – Come sarà L’Aquila tra vent’anni? Ha provato a immaginarselo non uno scrittore di fantascienza ma monsignor Orlando Antonini, nunzio apostolico in Serbia, che ha presentato oggi il suo nuovo libro L’Aquila nuova negli itinerari del nunzio.

Ambientato nel 2029, il suo racconto ripercorre una possibile storia futura del capoluogo d’Abruzzo dopo due decenni di ricostruzione.

“Sarebbe insipiente – dichiara Antonini ai microfoni di AbruzzoWeb – non sfruttare l’occasione di una ricostruzione migliorativa dell’Aquila non solo come sicurezza e infrastrutture ma anche dal punto di vista formale e della bellezza, e questo è il messaggio del libro”.

All’evento erano presenti numerose autorità civili, dal prefetto Giovanna Iurato al questore Stefano Cecere all’assessore comunale alla Cultura Stefania Pezzopane, mentre si sono visti pochi religiosi.

Assente l’arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Molinari, impegnato a Sulmona e che ha inviato un messaggio di saluto, non si è visto il vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D’Ercole.

A rappresentare il clero aquilano, così, c’è stato don Luigi Marcocci, parroco di Villa Sant’Angelo, paese d’origine di Antonini. (red)