L’AQUILA – Un pezzo di cuore dell’Aquila che riapre i battenti nel centro storico terremotato.
Senza il presidente della Camera Gianfranco Fini, alle prese con una possibile crisi di governo, è stato celebrato questa mattina il restauro del Palazzetto dei Nobili, immobile storico in cui si svolgeva una bella parte della vita culturale del capoluogo abruzzese prima del sisma del 6 aprile 2009.
Il restauro del palazzetto è stato possibile grazie al contributo dei deputati e dei dipendenti di Montecitorio, che hanno voluto testimoniare la loro solidarietà al capoluogo ferito.
”È per noi un giorno di festa – ha affermato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente – perché finalmente può tornare a nuova vita la nostra ’agorà’. Adesso apriremo un dibattito di come chiamare questo palazzo: lasciare il nome di Palazzetto dei Nobili o il vecchio nome di Magnifica Camera in cui si prendevano le decisioni”.
“Qualcuno dice che abbiamo riaperto una ’cattedrale nel deserto’, gli ricordo che nei secoli andati vicino alle cattedrali nascevano i villaggi”, ha aggiunto.
E sulle dichiarazioni del presidente della Sezione di controllo per l’Abruzzo della Corte dei Conti Maurizio Tocca, che ieri ha affemato che ”la ricostruzione è stata lenta a causa dei litigi tra il sindaco e il commissario per la ricostruzione”, il primo cittadino ha commentato che ”non è proprio così. Invece – ha aggiunto – è un’altra prova del fallimento del commissariamento. Il restyling di questo edificio è la riprova: con il milione donato abbiamo fatto subito l’accordo con la Soprintendenza e siamo prontamente partiti con i lavori. Dopo un anno ora siamo qui a festeggiare la riapertura del palazzetto dei Nobili. Senza ’lacci o lacciuoli’ tutto va più spedito”.
Soddisfatto anche il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizio Magani.
”Riavere a disposizione questo storico palazzetto – ha detto – è molto importante, visto che qui girava quasi tutta la storia della città. Mi hanno fatto notare che qui vicino l’altra ricostruzione non è ancora partita. Noi possiamo rispondere solo su quella dei beni culturali, ma credo che possiamo essere da stimolo per quella civile. Non dimenticatevi che è anche importante quella dei monumenti per ricostruire il tessuto sociale”.






