L’AQUILA – Da 2 anni attendono di rientrare nei loro appartamenti di una palazzina in via Amiternum all’Aquila ma, a causa di contenziosi aperti con la ditta che si è occupata della ricostruzione dell’edificio, 12 famiglie sono ancora fuori casa, costrette e pagare affitti altrove.
Secondo quanto riferiscono alcuni inquilini ad AbruzzoWeb, la ricostruzione del palazzo il cui finanziamento è stato di circa 2 milioni di euro, si sarebbe infatti arenata nel dicembre 2013, a pochi mesi dalla restituzione del cantiere, a causa di disaccordi sul Sal (stato di avanzamento dei lavori) tra il direttore, Luciano D’Angelo e la ditta Edilfulvi.
Un problema, quello della riconsegna in ritardo dei palazzi, che riguarda sempre più aquilani e che sta creando molti disagi a tanti cittadini costretti e restare ancora fuori casa a quasi 7 anni dal sisma del 6 aprile 2009.
“Per le frizioni tra il direttore e la ditta siamo ancora fuori casa e il cantiere si è praticamente paralizzato – afferma un condomino a questo giornale – Stiamo pagando gli affitti nei progetti C.a.s.e. perché i 730 giorni di tempo massimo del cantiere sono finiti e il Comune pretende giustamente l’affitto, senza sapere che noi siamo le vittime di questa vicenda”.
I contrasti tra il direttore dei lavori e l’impresea, secondo quanto si è appreso, sarebbero andati avanti per mesi, paralizzando il cantiere nel quale, denunciano i condomini, “ci sono stati anche vari furti di caldaie e di materiali”.
Gli appartamenti, sei privati e sei di proprietà dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) del capoluogo, avrebbero dovuto essere riconsegnati a febbraio 2013, data posticipata al 31 dicembre, dopo una proroga concessa dal Comune.
Nel corso del tempo sarebbero stati vani i tentativi di conciliazione tra le parti in causa da parte dell’ex amministratore di condominio, peraltro poi anche sostituito.
Il blocco del cantiere ha generato quindi una guerra di contenziosi e cause civili tra i committenti e la ditta esecutrice che ha chiesto le spettanze con un decreto ingiuntivo, ritirato dopo l’opposizione dei condomini e seguito da una nuova, recente ingiunzione.
“Non solo non ci hanno riconsegnato il cantiere, ma ci hanno chiesto 500 mila euro a fronte di 350 mila che erano dovuti”, affermano gli inquilini.
Esausti per i ritardi nella riconsegna dei lavori, nel frattempo gli aquilani hanno chiesto al giudice di riavere le chiavi del cantiere per poter affidare i lavori mancanti a una nuova ditta e potere così rientrare nelle loro case prima possibile.
“Si è aperto un contenzioso che è stato definito pochi giorni fa con il provvedimento del tribunale che stabilisce la riconsegna del cantiere”, afferma l’avvocato dei condomini Stefano Recchioni che preferisce non dichiarare altro nel rispetto del procedimento ancora in corso.



