L’AQUILA – “Ricostruzione bloccata. Perché?”.

Comincia così il testo della pagina pubblicitaria che l’associazione costruttori provinciale (Ance) ha acquistato sui tre quotidiani locali diffusi nel capoluogo, Il Centro, Il Messaggero e Il Tempo.

Una campagna in cui sostanzialmente i costruttori si scagliano contro la governance della ricostruzione, sgravandosi di ogni responsabilità, pur senza mai nominare Chiodi & co.

Si punta in particolare sui tempi: “Rientreremo a casa tra cinque anni?” si chiedono i costruttori che, subito dopo, sottolineano che “occorreranno, col sistema vigente, 650 giorni lavorativi, cioè tre anni, per completare la parte burocratica”.

“È tempo di avere certezze sui tempi di apertura di cantieri”, prosegue la pubblicità sottolineando ancora con un’anafora la questione del tempo.

Conclusione sui nodi dell’occupazione: “Dobbiamo annunciare 8 mila licenziamenti di operai edili nel cantiere più grande d’Europa”.

In questo “quadretto” che rinfocola le polemiche tra i vari attori della ricostruzione, c’è un dato anomalo.

Per la pubblicità l’Ance ha deciso di acquistare spazi (“avviso a pagamento”, si legge in piccolo) solo sui quotidiani, senza curarsi minimamente delle testate web.

Un comportamento che nasce dalla concezione errata di considerare Internet uno zona franca e libera dov’è possibile trovare spazio gratuitamente.

Un malcostume già mostrato dai movimenti civici in una loro recente iniziativa. AbruzzoWeb pubblica la notizia per dovere di cronaca verso i tanti lettori delle pagine digitali, ma non possiamo non denunciare la disparità evidente in quanto accaduto. (alb.or.)