L’AQUILA – “Il termine del 30 giugno per la presentazione dei progetti per le case ‘E’ fuori centro storico è fuori da ogni logica. Finora sono state consegnate tremila domande, se ne attendono oltre diecimila”.

È categorico il presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila, Paolo De Santis, che, a margine dell’inaugurazione della nuova sede dell’Ordine nel nucleo industriale di Pile, si è espresso sulla difficile situazione relativa ai progetti che i professionisti dovranno presentare entro fine mese.

Proprio qualche giorno fa, il commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi, ha escluso, parlando ad AbruzzoWeb, ogni possibilità di proroga del termine fissato a fine giugno: si va insomma verso il corto circuito istituzionale in un braccio di ferro in cui a rimetterci saranno i cittadini.

“Le domande sono molto complesse, basti pensare che l’ultimo decreto è uscito il 29 aprile”, ha sottolineato De Santis, che a fronte della scadenza incombente ha avvertito: “Come faremo? Consegneremo alcune domande in bianco”.

“La politica dovrebbe fare un passo indietro e capire quali sono i veri problemi”, ha tuonato il presidente.

Alla cerimonia per l’inaugurazione della nuova sede, che si trova in via Saragat, nei pressi del centro commerciale “L’aquilone”, erano presenti anche il presidente regionale dell’Ordine degli ingegneri, Pierluigi De Amicis, l’assessore comunale al Contenzioso Pierluigi Pezzopane e l’assessore provinciale all’Edilizia scolastica Mauro Fattore.

Momenti di commozione al momento di scoprire la targa nella sala conferenze della sede, intitolata agli ingegneri Piervincenzo Gioia e Giuliana Tamburro, scomparsi durante il sisma del 6 aprile 2009.

Un altro omaggio alle vittime del terremoto è la statua realizzata dallo scultore di Tornimparte (L’Aquila), Mauro Di Prospero, posta all’interno della nuova sede: una scultura simbolica che rappresenta una vittoria alata, che porta su di sé i segni del terremoto, rappresentati da crepe rosse di sangue.

ARTICOLI CORRELATI:

CHIODI: ”LA PROROGA PER LE ‘E’ NON ESISTE”