L’AQUILA – Sono 1 miliardo e 55 milioni i fondi attualmente disponibili per la ricostruzione dell’Aquila, tutti provenienti dall’originale stanziamento di 2,2 miliardi del Cipe.

È quanto emerge al termine di questa giornata convulsa, con l’ultimo Consiglio dei ministri del governo Monti che ha stilato un decreto “da cui non derivano maggiori oneri per le finanze dello Stato”, quindi senza nuovi fondi stanziati.

Il plafond dell’Aquila è composto da 510 milioni sbloccati ad aprile dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, e da altri 545 milioni fatti svincolare oggi, attraverso la Ragioneria dello Stato, dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, “inviato speciale” del premier Monti nel cratere sismico.

Discorso diverso è l’impegno di spesa di 10 miliardi, uno all’anno per 10 anni, cui si è fatto riferimento dopo la missione a Roma del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha parlato con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.

Un pesante indebitamento che lo stesso Barca e gli esponenti politici abruzzesi non hanno potuto far altro che demandare all’esecutivo che verrà di Enrico Letta.