L’AQUILA – Il Partito democratico dice no alla nomina del nuovo vice commissario di governo per la ricostruzione, Antonio Cicchetti.

Il Pd non boccia la persona ma la strategia dei commissari “Superman” nel suo intero, come spiegato dal parlamentare Giovanni Lolli (nella foto) e dall’assessore aquilano Stefania Pezzopane. I democrat chiederanno un cambio di strada radicale.

“Nominando un altro vice commissario – ha detto Lolli – il provvedimento continua e rafforza una linea sbagliata, cioè quella di mischiare emergenza e ricostruzione e di pensare che si possa affrontare la ricostruzione con gli strumenti dell’emergenza: i commissari e le ordinanze”.

“È evidente – ha aggiunto – che questa strada non ha funzionato, perché siamo ancora in piena emergenza e la ricostruzione non parte. In questo provvedimento, però, il governo ci dice che questa linea non ha funzionato perché commissario e vice commissario, Gianni Chiodi e Massimo Cialente, non sono capaci. Per questo ci manda Superman, ci penserà lui”.

Il Pd non risparmia bordate anche al commissario, comunque: “Chiodi – l’affondo di Lolli – ha la responsabilità, dovunque funziona così. Se non se la sente si dimetta, ma non da commissario, da presidente della Regione. Se pensa di non farcela, non è adatto”.

Secondo il Pd ci vuole un’altra strada, “quella di tutti gli altri terremoti. L’emergenza – ha ricordato il deputato – è una cosa, viene gestita dalla Protezione civile prima e dai commissari poi, mentre la ricostruzione è un’altra cosa: viene gestita dagli Enti locali, con i poteri, le risorse e i controlli che vengono loro in forza di una legge nazionale e di leggi regionali, di cui, com’è noto, siamo sprovvisti”.

“Proprio su questo punto – ha assicurato Lolli – faremo la battaglia maggiore, bisogna totalmente cambiare direzione. Non solo non ci va bene questo nuovo commissario, ma proprio non ci va bene la struttura del commissariamento”.

Quanto alla legge, “ce l’ho pronta da tempo, sto aspettando perché non voglio fare un gesto di propaganda, ma voglio che si faccia davvero condividendola con altri. Innanzitutto – ha concluso Lolli – con i cittadini, che la stanno scrivendo, e poi con tutte le altre forze politiche”. (alb.or.)