PESCARA – “È chiaro che sull’Aquila c’è bisogno di uno sforzo straordinario” mentre la legge di stabilità che comprime le stesse risorse in metà tempo “è un testo base che inizia un suo percorso parlamentare” e “anche Letta se ne rioccuperà personalmente”, in particolare “prima ci sarà la soluzione e poi verrà all’Aquila”.
Parole di speranza, quelle del braccio destro del presidente del Consiglio Enrico Letta, Franco Sanna, a margine di un evento di oggi a Pescara. Nel frattempo all’Aquila si riuniscono i sindaci del “cratere” alla corte di quello dell’Aquila, Massimo Cialente, per decidere quali forme di protesta adottare.
“Sia L’Aquila che il ‘cratere’ saranno senza soldi da febbraio”, ha tuonato quest’ultimo.
SANNA: ”SERVIRA’ UNO SFORZO STRAORDINARIO”
“In questo momento – ha dichiarato Sanna – c’è la conferma dei danari che erano già stati previsti, un incremento di 300 milioni che dovrebbe servire a portare avanti con rapidità le opere programmate e farle muovere anche sul versante dei pagamenti con meccanismi di semplificazione amministrativa”.
“Il ministro Trigilia, che ha questa delega importante e fondamentale per il governo – ha aggiunto Sanna – ha già riconosciuto che si parte, probabilmente, da una soluzione che non soddisfa le aspettative che c’erano ma che queste soluzioni verranno migliorate nelle prossime settimane di lavoro”.
Secondo il consigliere di Letta, “anche il sindaco Cialente riconoscerà alla fine di questo lavoro che abbiamo mosso le cose, abbiamo rimesso i cantieri in movimento e abbiamo fatto dimenticare una ipotesi per cui L’Aquila e il suo centro storico non esiste più”.
Il capoluogo abruzzese “si risistemerà, si farà la ristrutturazione e la ricostruzione e gli aquilani torneranno a vivere nel centro storico”, la promessa conclusiva.
Nell’attesa che le promesse si trasformino in realtà, confermatissima la riunione di sindaci del “cratere” presso la sala consiliare del Comune dell’Aquila in attesa di stabilire le prossime forme di protesta.
”PRIMA RISOLVERA’ TUTTO E POI VERRA’ A L’AQUILA”
“Il premier Letta sicuramente verrà in Abruzzo e all’Aquila, ovviamente”.
Lo ha detto stamani a Pescara Franco Sanna, consigliere del presidente del Consiglio dei ministro Enrico Letta, rispondendo al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al premier, parlando, in relazione alle difficoltà di reperimento di fondi per la ricostruzione post-terremoto, “di una città abbandonata, di un pezzo dell’Italia lasciato morire”.
“Siccome è un signore che ama farsi precedere dai fatti – ha detto Sanna parlando del premier – prima ci sarà la soluzione e poi ci sarà la presentazione della soluzione davanti agli aquilani”.
Sanna si è espresso così parlando delle polemiche che hanno accompagnato i provvedimenti del governo sulla ricostruzione aquilana.
CIALENTE: ”DA FEBBRAIO TUTTI SENZA SOLDI”
“Comune dell’Aquila e cratere non avranno più le risorse già nel mese di febbraio”.
Questa la stima del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nel corso dell’incontro di oggi pomeriggio con i sindaci del “cratere”.
LA NOTA COMPLETA
Una cosa deve esser ben chiara, non ci è stato dato nulla rispetto a quanto ottenemmo con la vicenda legata alla restituzione della fascia tricolore e alle bandiere ammainate.
Il miliardo e due ci è stato semplicemente anticipato quando noi l’avevamo già trovato, con l’accordo e l’aiuto del Governo!
Oggi, conoscendo il loro modo di agire, io credo che abbiano detto: “Adesso non diamo nulla perché per L’Aquila ci saranno approssimativamente un 200 milioni in più per i prossimi due anni; gli aquilani torneranno ad agitarsi e noi, in sede di passaggio parlamentare daremo loro 200 milioni per il 2014 e 200 milioni per il 2015, riuscendo così ad azzittirli!”.
Beh, non è proprio così! Siamo noi a dire qual è la cifra minima che ci serve per continuare il processo di ricostruzione, altrimenti ci bloccheremo.
È bene che i cittadini sappiano che, per quanto riguarda il Comune dell’Aquila, del miliardo e due che c’è stato dato, già oggi abbiamo bisogno di 650 milioni di euro per progetti già approvati e, per dicembre, arriveremo con l’ufficio di Aielli a un totale di circa 900 milioni.
Nello stesso tempo, i comuni del “cratere” hanno da spendere ancora 200 milioni di euro e anche loro saranno costretti a bloccarsi.
In questo modo, Comune dell’Aquila e cratere non avranno più le risorse già nel mese di febbraio, considerando che nel miliardo e due c’è anche la ricostruzione pubblica, vedi uffici e scuole, le spese incomprimibili, vedi assistenza sociale e smaltimento delle macerie comuni, le somme per mantenere i nostri bilanci.
In questo momento, lo ribadisco, non ci è stato dato nulla e pertanto, ritorno sulla proposta del tutto ragionevole della Cassa depositi e prestiti.
NUSCA (SINDACI CRATERE), ”GOVERNO NON ABBANDONERA’ L’AQUILA, MA ORA SOLUZIONI”
“È evidente che le risorse non bastano. Dobbiamo sederci insieme al governo per capire come uscire da questa situazione”.
Lo afferma Emilio Nusca, coordinatore dei sindaci del cratere dell’Aquila, all’incontro in Consiglio comunale con i coordinatori della ricostruzione per L’Aquila e per il cratere, Paolo Aielli e Paolo Esposito, degli assessori Emanuela Iorio, Betty Leone, Emanuela Di Giovambattista e Lelio De Santis, la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, l’ex deputato Giovanni Lolli, i consiglieri di maggioranza e minoranza, il presidente dell’associazione nazionale costruttori edili (Ance) dell’Aquila Giovanni Frattale, il direttore Francesco Manni, il presidente di Asm Luigi Fabiani, il presidente della Camera di Commercio Lorenzo Santilli, il vice presidente Agostino Del Re, il rappresentante di Confindustria L’Aquila con delega alla Ricostruzione Ezio Rainaldi e i rappresentanti di Api Industria.
“In questi giorni, prima che la legge diventi definitiva, bisogna incontrarsi a Roma anche più volte, evitando le proteste. Nessun governo abbandonerà L’Aquila e il cratere sismico”, conclude Nusca. (r.s.)
DEL CORVO: ”CIALENTE NON HA INVITATO LA PROVINCIA, NON STRUMENTALIZZI”
L’AQUILA – “Apprendo con grande rammarico che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha ben pensato di escludere la Provincia dal dibattito sui fondi della ricostruzione, oggetto di una riunione convocata per il pomeriggio di oggi”.
A lanciare la stilettata contro l’amministrazione comunale il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo.
“Tutto questo – sbotta – nonostante l’amministrazione provinciale abbia messo in campo uno dei primi interventi di ricostruzione pesante nel centro storico dell’Aquila e abbia un ruolo rilevante nel processo di ripresa viste le sue competenze, non ultima l’edilizia scolastica”
“Il primo cittadino non ha ritenuto di coinvolgere la Provincia. L’ennesima strumentalizzazione politica di Cialente, rispetto ai problemi della città”, conclude irato.
GIULIANTE E RICCIUTI (PDL): ”NO AI SESSANTOTTINI IN RITARDO”
“L’Aquila non rinasce con i sessantottini in ritardo”.
Lo scrivono in una nota l’assessore e il consigliere regionale del Popolo della libertà, Gianfranco Giuliante e Luca Ricciuti, entrambi aquilani, scagliandosi contro l’amministrazione comunale di centrosinistra che sta polemizzando con il governo nazionale sui fondi della ricostruzione.
“Oggi che i nodi vengono al pettine e la realtà sopravanza la farsa, il pianto greco e le pittime di professione tornano a frignare! – tuonano i due – Sessantottini in ritardo minacciano ancora proteste e cortei”.
LA NOTA COMPLETA
Diventano imbarazzanti le continue esternazioni di Cialente che in un gioco infinito delle tre carte, alterna comunicati minacciosi, risultati inconcludenti e pianti irrefrenabili.
Il richiamo odierno di Cialente alla sua “protesta estrema” (fascia tricolore e bandiere ammainate) era collegata alla richiesta di 1 miliardo e 200 milioni ogni anno a cominciare dal 2013 e per gli anni a seguire quale condizione indispensabile per la ricostruzione della città.
Il risultato finì in “burletta”!
Ottenne 1 miliardo e 200 milioni ma spalmati per i prossimi anni, con zero per il 2013 e 300 milioni per il 2014. Quelli che ora lo indignano.
Il sindaco, “sfiorando” il ridicolo ma “centrando” la farsa, riuscì sinanco a gioire, tornando dall’ennesimo viaggio a Roma e si permise di parlare di soldi ottenuti solo grazie alla protesta eclatante e inventando un’ipotesi di factoring che avrebbe reso disponibili e subito promesse di pagamento e con ciò disse si sarebbe potuta iniziare la ricostruzione! Neanche in questo è riuscito!
Oggi che i nodi vengono al pettine e la realtà sopravanza la farsa, il pianto greco e le pittime di professione tornano a frignare!
Sessantottini in ritardo minacciano ancora proteste e cortei. Si ipotizza di tornare a Roma per esprimere mortificazione e indignazione!
Invece di tessere rapporti e allargare un necessario consenso parlamentare e governativo, si sceglie pur di apparire, un movimentismo che ha le sue radici nell’isolamento del Sindaco e finirà per isolare e “pompeizzare” la città!
Cialente denuncia di non essere capito! Non è capito dall’Europa, non è capito dall’Italia, non è capito dall’Abruzzo. Forse dovrebbe fermarsi a riflettere e valutare se è lui che non è capito o sono gli altri che lui non capisce!
È necessario lo faccia subito perché intanto l’Aquila marcisce. E l’antico motto militaresco: marciare, non marcire, in questo caso non sta portando risultati.



