L’AQUILA – I “cacciatori di teste” che si stanno occupando della scelta dei due mega direttori degli Uffici speciali della ricostruzione (Usr) da 200 mila euro ognuno hanno finalmente un nome.

Si tratta della Management consulting and selection (Mcs), società di selezione personale con sedi a Milano, Bologna e Roma.

L’azienda fa capo ad Asa, gruppo di cui è parte anche Asa Amrop Hever, una delle principali aziende di ricerca di quadri e manager per multinazionali, istituti di credito e assicurativi e big dell’industria nazionale come Alitalia, Ducati e Pirelli.

Da quanto appreso da AbruzzoWeb la Mcs sta effettuando dei pre-colloqui telefonici con coloro che hanno già inviato i curriculum ad Alfonso Celotto, capo di gabinetto e braccio destro del ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, che si sta occupando di raccogliere le candidature. 

Il confronto vero, però, avverrà con un faccia a faccia tra gli aspiranti capi degli Usr, uno per L’Aquila e uno per gli altri Comuni del cratere, e gli incaricati della società.

Circostanze confermate dai rumors ma non dai diretti interessati, che al telefono con la redazione si sono limitati ad affermare che se ne stanno occupando loro ma che, per maggiori dettagli, bisogna richiamare più in là.

Della questione, che sta assumendo i contorni del mistero, si è occupato due giorni fa questo giornale, sottolineando una sostanziale assenza di trasparenza da parte del ministero retto da Barca sulla designazione di quelli che, a tutti gli effetti, saranno i “cani da guardia” del governo sulla ricostruzione.

I titolari degli Usr, oltre alla ricca indennità annuale, avranno ruoli e competenze che li fanno apparire alla stregua di mini-commissari, dopo che quello ufficiale, il presidente della Regione Gianni Chiodi, ha lasciato a seguito della fine dell’emergenza il 31 agosto scorso.

Nelle intenzioni di Barca i due dovranno rispondere solo a Roma e non farsi condizionare da questioni locali, forse proprio per questo la faccenda è top secret, come dimostra il fatto che, a nostra precisa richiesta via email, sia seguito un silenzio assoluto.

Senza contare che i maxi dirigenti saranno affiancati da 50 fedelissimi assunti a tempo determinato: altra vicenda su cui è calata una cortina fumogena che impedisce di vedere chiaro.

Personale che sarà assunto non si sa come, almeno a giudicare dal fatto che sul sito del ministero, solitamente ben aggiornato, non se ne parla affatto, né si ha notizia di un bando di concorso pubblico.

BARCA: ”I 50 SCELTI DAI MANAGER”, REPLICA CHE NON CONVINCE

“I 50 professionisti a tempo non indeterminato previsti dalla norma saranno professionalità particolari, figure mobili, un anno e mezzo e poi trovano lavoro. Chi le sceglierà? Il capo della struttura, non compete a me e a nessuno di noi”.

Ha risposto così il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca alla domanda diretta di AbruzzoWeb dopo le problematiche sollevate nei giorni scorsi e oggi in alcuni articoli.

Una replica insoddisfacente, visto che conferma che, a differenza dei 300 selezionati al pettine fine con il concorsone, i 50 già rinominati “fedelissimi” saranno chiamati direttamente dai due nuovi super manager delle altrettante strutture speciali.

Certo, non sono a tempo pieno, forse, come dice Barca, lavoreranno un anno e mezzo, ma forse molto di più e per questo la solo scelta dovrà avvenire con dinamiche trasparenti ancor più rispetto a quelle della mega selezione pubblica, sicuramente di più di quelle adottate fin qua.

Barca ha parlato anche dei due supermanager da 200 mila euro l’anno, ciascuno dei quali “si ritroverà ad avere una parte di personale dal concorso, il resto glielo diamo come flessibilità”.

Interrogato sul toto-nomi, il ministro ha ricordato che “sto raccogliendo con i miei uffici tutti i curriculum, moltissimi sono di alto livello, miriamo ad averne almeno dieci volte la posta”, quindi una ventina tra cui scegliere i due.

E la società di “cacciatori di teste”, che opererà “in modo gratuito” la selezione su cui poi Barca sceglierà con i sindaci? Finora è stata tenuta nascosta (l’ha svelata oggi questo giornale, la Mcs di Milano) “per evitare che i curriculum arrivassero non attraverso di noi”, cioè rivolgendosi direttamente alla società.

È evidente che Roma nella scelta vuole metterci becco eccome.