L’AQUILA – È andato in scena, al Tar Abruzzo, il primo round nella guerra tra ingegneri e sindaci sulle convenzioni con università ed enti di ricerca per la redazione dei piani di ricostruzione.

Stamattina era la volta del Comune di Arsita (Teramo), uno dei tre enti su cui pendono i ricorsi del consiglio nazionale degli ingegneri sull’affidamento, senza gara pubblica, all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea).

Il Comune non si è costituito in giudizio, al contrario dell’Enea che si è regolarmente presentata davanti i magistrati dell’Aquila.

In questo modo è parzialmente fallita la strategia, secondo alcuni suggerita direttamente da Gaetano Fontana, che prevedeva il ritiro delle delibere di convenzionamento per far decadere l’oggetto del contendere, salvo poi riapprovarle ai sensi dell’ordinanza 3950 che chiarisce la legittimità della trattativa diretta.

Tra due o tre giorni i giudici amministrativi si esprimeranno nel merito e si saprà, quindi, se la linea dettata dalla governance della ricostruzione manterrà il suo corso o dovrà essere rivista.

In quest’ultimo caso c’è il serio rischio di un nuovo, pesantissimo, stop alla ricostruzione.

Gli altri Comuni chiamati a rispondere delle convenzioni già approvate sono Barisciano e Castelvecchio Subequo, entrambi in provincia dell’Aquila.   

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