L’AQUILA – Sono stati nominati i due nuovi coordinatori degli uffici speciali che dal primo gennaio si occuperanno della ricostruzione ma, soprattutto, è stato sancito una sorta di “commissariamento mascherato” con la nomina del capo Dipartimento per lo sviluppo dell’Economie territoriali, Aldo Mancurti, che si occuperà di sovrintendere ai processi di transizione di competenze legati alla fine del regime commissariale di Gianni Chiodi.

Questi gli assetti della nuova governance stabiliti dal governo e ufficializzati questa mattina nel corso diuna conferenza stampa a Roma.

CHI SONO I DUE COORDINATORI

Paolo Aielli è il capo dell’ufficio speciale che sovrintenderà ai processi di ricostruzione dell’Aquila, mentre Paolo Esposito è il direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione nei comuni del cratere

I nomi sono stati finalmente disvelati nel corso della conferenza stampa a Roma presso palazzo Chigi.

Aielli ha ricoperto fino all’agosto scorso il ruolo di amministratore delegato di Selex Elsag.

Esposito è stato di capo delle risorse umane presso il quotidiano Il Messaggero ed in passato ha svolto lo stesso incarico presso l’azienda farmaceutica Sanofi Aventis.

Sulla ricostruzione in centro, il sindaco del capoluogo si è sbilanciato sui tempi.

“Non ci facciamo illusioni – ha detto Cialente – ma l’obiettivo è aprire i cantieri in centro entro il 2013, sapendo che i tempi di esecuzione dei lavori variano dai 24 ai 36 mesi ed in alcuni casi se ne raggiungono anche 40. Ci stiamo giocando un’importante partita, quella della candidatura a capitale europea della cultura per il 2019. L’obiettivo è arrivare all’appuntamento con il centro storico ricostruito, o per lo meno nella grandisima parte di esso, tutti gli edifici pubblici a disposizione ed avere tutti gli spazi per poter svolgere cultura, dai teatri a poli museali, fruibili per i cittadini”.

GESTIONE STRALCIO: MANCURTI FINO A DICEMBRE

Sono stati appena firmati e inviati alla Corte dei Conti due Dpcm che riguardano la ricostruzione all’Aquila: uno si occupa dei contratti, il secondo nomina il soggetto titolare per la gestione stralcio.

‘Il primo Dpcm – ha chiarito il ministro Barca nel corso della conferenza stampa – consente di dare chiarezza a tutti i rapporti derivanti dai contratti stipulati dalle strutture commissariali e quindi getta le basi per la liquidazione di tutte le posizioni pendenti. Inoltre assicura i servizi di mobilità per gli universitari per il 2012 e il 2013. Lo stesso provvedimento garantisce la prosecuzione delle attività di ripristino degli edifici scolastici, consente gli ulteriori trasferimenti per il ripristino delle aree di accoglienza e la continuità della gestione della raccolta delle macerie”.

Il secondo Dpcm nomina il soggetto titolare della gestione stralcio: si tratta di Aldo Mancurti, capo Dipartimento per lo sviluppo dell’Economie territoriali. Avrà un compito di transizione fino al 31 dicembre.

“Questo consentirà di trasferire tutte le risorse ai soggetti attuatori’, ha concluso il ministro Barca.

BARCA: “SUBITO 250 MILIONI PER RICOSTRUZIONE PRIVATA”

Lo stato delle risorse per la ricostruzione all’Aquila “ammonta a 2 miliardi e mezzo di euro – ha snociolato Barca – e che erano giaà stati previsti dal precedente governo: di questi 250 mln sono disponibili da 48 ore per la ricostruzione di edifici privati. A questi si aggiungono 447 milioni già impegnati che saranno subito sbloccati. Poi ci sono fondi Inail che ammontano complessivamente a quasi 900 milioni di euro. In tutto si tratta di 3 mld e 400 milioni di euro ‘freschi’ per ricostruzione”.

“RISORSE PIU’ CHE SUFFICIENTI”

‘Le risorse sono più che sufficienti, sono abbondanti’, ha commentato il ministro, che ha aggiunto che nel disegno di legge di Stabilita “vi sarà un’attenzione aggiuntiva per l’Aquila. “I fondi ci sono ma il processo si è seduto”, ha ammesso, rispondendo a una domanda.

CIALENTE: “SODDISFATTO, BASTA PERDERE TEMPO”

Il sindaco dell’Aquila Cialente si è detto “molto soddisfatto della nomina di Paolo Aielli; uno dei motivi che mi ha convinto è stata la sua esperienza manageriale e il fatto che, in Finmeccanica, abbia lavorato anche sui progetti per le applicazioni Smart”.

“Ora, più che mai, bisogna accelerare i tempi. Ho già sollecitato Aielli a espletare le procedure pubbliche per il reperimento dei 25 dipendenti a tempo determinato che, mi auguro già da dicembre, daranno vita al nuovo ufficio speciale. Sono altresì soddisfatto per i nuovi Dpcm che, oltre a sbloccare i 460 milioni di euro, impegnati e mai versati da Chiodi, sbloccano i fondi per l’autonoma sistemazione e per le macerie, stabilendo, inoltre, il trasporto gratuito per gli studenti universitari”.

“Come ho sempre sostenuto, il commissariamento ha solo rallentato il processo della ricostruzione; l’imperativo, ora, è non continuare a perdere tempo”. 

LE REAZIONI


SINDACO VILLA SANT’ANGELO: “TRADITO SPIRITO DI COLLABORAZIONE CON I SINDACI”

“Con la nomina del direttore dell’ufficio speciale del cratere, il governo, con la complicità di alcuni primi cittadini, ha tradito lo spirito di partecipazione e collaborazione con il territorio colpito dal sisma”.

Lo afferma il sindaco di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), Pierluigi Biondi.

“Nell’assemblea turbolenta dei sindaci del 25 settembre scorso, all’unanimità dei presenti, fu deciso che le scelte fondamentali per il riassetto della governance alla luce del passaggio alla gestione ordinaria, e quella attuale lo è, sarebbero passate per l’approvazione dell’assemblea stessa – aggiunge Biondi – quello spirito è stato tradito, grazie anche e soprattutto ai nostri rappresentanti di area omogenea”.

“Convocati dal ministro, sei sindaci, in un’ora, hanno dato l’ok alla designazione senza neanche conoscere il nome del fortunato che prenderà 200 mila euro l’anno per decidere del nostro futuro”, prosegue Biondi.

“Le modalità operative del governo non fanno una grinza e sono perfettamente in linea con la strategia della ‘guerra lampo’ già attuata per la legge Barca, il cui testo è stato reso noto quando i giochi erano già fatti – sottolinea – Questo è assolutamente legittimo. Incomprensibili, invece, sono i sindaci che si adeguano perché ‘al ministro non si può dire di no'”.

“Intanto finiscono i soldi per la ricostruzione, manca la liquidità per pagare ditte e fornitori, si sguarniscono gli uffici di personale tecnico, si bloccano le attività di ricostruzione pubblica, cose non dette solo da me, ma dal coordinatore dei sindaci, Emilio Nusca, con una lettera alla stampa – spiega Biondi – lo stesso che all’Aquila dice una cosa e a palazzo Chigi ne fa un’altra. Se a loro va bene sono contento, vivono molto più serenamente di me”.

“Infatti, da quanto mi riferiscono – afferma ancora – nell’incontro di ieri Barca avrebbe chiesto un’adesione incondizionata alle sue scelte chiedendo ‘vi fidate di me?’, io ribalto la domanda: lui si fida di noi sindaci? Da come procede per strappi e imposizioni, seppure inzuccherate, e ripeto, grazie ai ‘basisti’ in fascia tricolore, direi di no”. “La ricostruzione deve essere cosa ‘romana’, questo ormai è evidente, molti, forse la maggioranza dei miei colleghi, sono d’accordo”.

“Io no – conclude – e non ho timore di essere voce pressoché isolata: almeno avrò la inutile soddisfazione di poter dire ai miei cittadini ‘io ci ho provato’. D’altra parte mi è sempre piaciuto Francesco Guccini, quando cantava ‘scusate non mi lego a questa schiera, morirò pecora nera”.

APL: “STIPENDI MANAGER LEGATI A CAPACITA’ E OBIETTIVI”

L’AQUILA – “Il decreto sviluppo sancisce il superamento dell’emergenza attraverso una serie di misure tecnico organizzative. Una di queste prevede l’istituzione di due ‘uffici speciali per la ricostruzione’, uno per L’Aquila e l’altro per i Comuni del cratere. Su questo tema vorremmo affrontare due punti, la nomina dei supermanager ed i meccanismi di gestione degli stessi”.

È quanto si legge in una nota di Appello per L’Aquila, movimento di appartenenza del consigliere comunale Ettore Di Cesare.

“Le nomina dei supermanager. Nelle ultime ore la situazione ha avuto una veloce evoluzione. Si è passati dal totonomi alle prime indiscrezioni concrete, e da queste all’annuncio di oggi, dato in conferenza stampa a Palazzo Chigi alla presenza del Ministro Barca. Non intendiamo qui soffermarci sui nomi dei prescelti quanto, come nostra abitudine, sulla questione di metodo.  Anche su questa vicenda vogliamo che sia aperta una reale fase di trasparenza rendendo espliciti quali siano stati i criteri di selezione, deplorando come per l’ennesima volta la tanto invocata partecipazione si concretizzi nel poter solo prendere atto di scelte prese altrove”.

“I prossimi passi, sui quali invitiamo la cittadinanza a vigilare con noi, riguardano la formazione dell’organico dei due uffici nei quali saranno inseriti dei dipendenti, anche se non è chiarissimo se questi ultimi saranno tutti selezionati tramite il noto concorsone. Su quest’ultimo punto gli organi di stampa forniscono interpretazioni alternative. Vorremmo che non ci fossero incertezze circa la competenza dei nominati con procedure diverse dal concorso. Si potrebbe semplicemente attuare la tanto citata trasparenza, in modo che tutti possano giudicare i meriti che hanno portato alla nomina dell’uno piuttosto che dell’altro. Il timore, magari fuori luogo, è che le varie nomine siano effettuate pescando nel ‘sottobosco’ della politica che non sempre esprime criteri realmente meritocratici.  Vogliamo dei manager il cui obiettivo principale sia la ricostruzione della Città e del cratere, senza timori reverenziali e senza vincoli di gratitudine nei confronti di qualcuno. Abbiamo assistito abbastanza inermi ad una mascolina prova di forza tra in Sindaco ed il Commissario circa l’utilità del piano ricostruzione. Siamo convinti che tale prova di forza non abbia giovato alla città. Vogliamo manager capaci di fare il loro lavoro”.

“Gestione dei supermanager.  Il decreto  indirizza il compenso dei manager in circa 200mila euro. Sul costo dei due uffici non si hanno dati certi, ma ci aspettiamo che il costo della struttura, nel suo complesso, superi il milione di euro ogni anno. Un ‘ruscello’ di soldi pubblici. Anche qui, una “bella” operazione trasparenza sui costi delle strutture aumenterebbe solo la coscienza della realtà”.

Il tema principale resta la retribuzione dei manager e proponiamo che parte di tale retribuzione sia legata al raggiungimento di obiettivi  fissati in precedenza, concreti, compatibili e soprattutto misurabili con una chiara scansione temporale. Proponiamo che la consuntivazione dei risultati sia resa pubblica e verificabile dai cittadini. La gestione dei manager tramite obiettivi è largamente diffusa ovunque (MBO- Management by objectives) e rappresenta lo strumento che lega lo stipendio del manager all’effettiva capacità di raggiungere determinati risultati. Obiettivi inerenti un processo di ricostruzione potrebbero essere legati ai tempi di evasione delle pratiche oppure quante pratiche riesco ad evadere in un determinato periodo, quanto tempo impiego a mettere a  regime una nuova struttura, e così via. Chiaramente bisogna definire obiettivi che producano ricadute dirette sul processo di ricostruzione”. 

“Proponiamo che i contratti dei nuovi manager prevedano questo tipo di gestione. D’altronde, parliamo di stipendi che, in periodo di crisi, rappresentano dei veri ‘terni al lotto’ per i nominati. Vogliamo che le retribuzioni siano legate alla capacità dei manager di saper gestire l’articolato processo di ricostruzione. Dovremmo fissare una soglia al di sotto della quale sia prevista anche la revoca dell’incarico. E’ ora che i cittadini possano valutare direttamente le capacità di chi è praticamente ricoperto d’oro con denari pubblici, è ora che le capacità siano dimostrate e non solamente auspicate”.