L’AQUILA – L’assessore regionale alla Protezione civile e alla Pianificazione Gianfranco Giuliante lancia una nuova, doppia cabina di regia per la ricostruzione, tecnica e politica. Già pronto il nome, “Masterplan Aq 56”, e lo strumento per attuarla, il Progetto speciale territoriale (Pst), ripescato da una legge del 1995, la numero 70.

Secondo quanto previsto da Giuliante, la progettazione e la pianificazione sarebbero affidate a una squadra di tecnici di tutte le istituzioni. Le “mazze” politiche, invece, sarebbero tenute dagli Enti locali con il Consiglio regionale ad avere l’ultima parola.

Il meccanismo, ancora un embrione, potrebbe dare il La a una visione più d’insieme sulla pianificazione della “nuova L’Aquila” post-terremoto, ma anche fissare alcuni paletti: “La valutazione ambientale strategica obbligatoria per tutto il territorio, aree bianche comprese”, ha accennato Giuliante, toccando un argomento che gli è molto caro. “Non voglio mettere le ‘catene’ alle aree a vincolo decaduto, ma sarebbe il segnale di un modo diverso di muoversi rispetto a quello dei commissariamenti”, pratica su cui ha bacchettato uno dei commissari nominati dal Tar, Francesco D’Ascanio.

Oppure, il Pst potrebbe portare a un riordino dei piani di ricostruzione, “che oggi sono svincolati da una coerenza complessiva”, ha fatto notare l’assessore. O ancora, “normare in prospettiva servizi come la raccolta i rifiuti, i trasporti pubblici, nei plessi C.a.s.e. e dove sono sorti i 2 mila manufatti provvisori, situazione che può esplodere”.

Insomma, poteri e potenzialità del Piano speciale territoriale sono ancora da sviluppare, da tarare. Così come è da capire quali sarebbero i rapporti e le integrazioni con la struttura commissariale esistente e le reazioni dell’attuale governance.

Prima di uscire allo scoperto con questa proposta che farà discutere, comunque, l’assessore ha spiegato di averne già parlato ad alcuni degli interlocutori che vi sarebbero coinvolti. “Ho fatto sondaggi – ha elencato – con il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che è d’accordo, con il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che mi ha detto che se ne può ragionare, con il presidente dell’Anci, Antonio Centi, perché bisogna considerare anche i ‘comuni polvere’ che fanno parte del ‘cratere’. Ho avuto dimostrazioni di interesse e di approvazione”.

Per questo Giuliante da oggi si farà promotore di questa idea che, assicura, non è un nuovo “cappello” sulla ricostruzione, “al contrario va in direzione opposta del ‘commissariamento’ di cui si lamenta il Comune dell’Aquila. Il Pst, infatti – ha aggiunto – prevede una gestione politica affidata ai sindaci, al commissario, Gianni Chiodi, che è uno degli attori ma non l’unico, e, come soggetto finale, al Consiglio regionale. Prevista anche una gestione tecnica, affidata a una task force di tecnici della Regione, che coordineranno, della Provincia, del Comune capoluogo e di quelli del ‘cratere’”.

“Con questo meccanismo, gli Enti locali torneranno protagonisti”, ha promesso Giuliante. Anche se non è prevista una parte per i Consigli comunali: “saranno i sindaci a doversi raccordare con loro”.