L’AQUILA – Nelle frazioni dell’Aquila si rischia di ricostruire al contrario, le seconde case e poi le prime, una iattura dovendo già fare i conti con risorse praticamente inesistenti.
A lanciare l’allarme ad AbruzzoWeb dall’ingegnere Antonello Pellegrini del Comitato interfrazioni, dove la questione è stata più volte oggetto di dibattito tra cittadini e progettisti nelle ultime riunioni.
Stanti le regole attuali, non è detto che ad avere la priorità siano sempre e comunque le abitazioni principali.
Infatti presentano variabili incontrollabili i criteri che il Comune dell’Aquila ha fissato con la delibera di Giunta 122 del 28 marzo 2014, per la ricostruzione secondo il metodo dei “comparti edilizi” che raggruppano più aggregati di abitazioni di una frazione, metodo che fissa dei punteggi per chi parte prima e chi dopo, dando priorità proprio ai comparti più abitati e vivi economicamente.
Ad avere la priorità nell’accesso ai contributi per l’avvio dei cantieri saranno i comparti che ottengono più punteggio in base ai seguenti parametri: numero di abitazioni principali (valore 30 per cento) attività produttive presenti (25 per cento), contributi già rilasciati e cantieri attivi (20 per cento), pratiche vecchie e nuove già presentate (25 per cento).
“I criteri della delibera – spiega Pellegrini – sono giusti dal punto di vista tecnico, la Giunta comunale ha fatto un buon lavoro, ma potrebbe avere qualche falla. In determinati casi potrà avere la priorità un comparto in cui magari ci sono meno abitanti rispetto a un altro, perché per esempio c’è un numero molto alto di attività produttive, che alzano il punteggio. Ma si trattano di negozi e bar che non riapriranno i battenti se non una volta ricostruito il paese”.
Seconda perplessità è relativa al tempo che dovranno aspettare gli abitanti che hanno l’abitazione principale in un comparto non prioritario.
“A noi progettisti non è chiaro – spiega Pellegrini – perché non risulta essere scritto da nessuna parte, se il comparto che deve partire dopo, dovrà attendere che sia completato materialmente quello che precede. In questo caso l’attesa potrebbe durare anni”.
“E anche qui l’intenzione di premiare i residenti che realmente abitano nel paese, vedendo la frazione nel suo complesso, viene meno. Perché avrà la priorità una seconda casa disabitata nel comparto con la priorità, rispetto ad un abitazione principale”, conclude.
Temi di discussione sull’agenda del sottosegretario all’Economia con delega al post-sisma aquilano Paola De Micheli, che di concerto con la governance locale ha promesso di dare una decisa svolta proprio alla ricostruzione delle frazioni.



