L’AQUILA – Si parte oggi con la demolizione e la ricostruzione del primo aggregato del Comune di Fossa (L’Aquila), paese del “cratere” sismico tra i più danneggiati dalla scossa del 6 aprile 2009.
A essere abbattuto sarà lo stabile di via della Stazione, vicino il campo sportivo, edificato su due piani e composto da sei unità abitative: in due, fino al terremoto, c’erano altrettante famiglie, due erano dedicate a laboratorio e le restanti adibite a magazzino.
“Partiamo con l’installazione del cantiere, l’insediamento dei presidi di sicurezza e la logistica – spiega ad AbruzzoWeb Enrico Rossi, rappresentante dell’azienda che si occupa dei lavori, la R.S. Costruzione e Restauri del gruppo Rossi Edilizia di Paganica (L’Aquila) – e al massimo mercoledì si procederà con l’inizio della demolizione controllata”.
Per i lavori di abbattimento sarà occupata la corsia adiacente al fabbricato, così da consentire al traffico di scorrere ma in senso unico alternato.
“Ci serviremo di pinze frantumatrici e scavatori con i serbatoi di riserva d’acqua – spiega – per eliminare le polveri che naturalmente si provocano”.
Per completare i lavori ci vorrà un anno e mezzo, “ma speriamo di finire prima” si augura Rossi.
Il cronoprogramma dell’impresa è serrato: il primo mese verrà dedicato alla demolizione e allo sgombero delle macerie, entro quattro mesi sarà finita la struttura in cemento armato e al massimo cinque mesi saranno impiegati per le murature e ritocchi, “in un anno si avvieranno le finiture e la sistemazione degli interni – dice ancora il rappresentante dell’impresa – per poi arrivare al collaudo e alla smobilitazione del cantiere”.
Il costo di un intervento di questo calibro si aggira intorno ai 600 mila euro per 560 giorni di lavoro pattuiti da contratto, con i fondi già tutti disponibili in banca.
“Partiremo con il contributo agevolato, che garantisce per intero la copertura finanziaria – commenta – Cosa che non succederà con i prossimi cantieri. Più si andrà avanti, infatti, più la situazione sarà difficile”.
“Di questo passo le imprese dovranno anticipare tutti i costi dei lavori e in breve tempo rimarranno senza capitali e saranno costrette a chiudere. I tempi son ben definiti, i soldi no”, protesta.
In questa situazione già poco felice, si inserisce la concorrenza spietata delle imprese fuori regione, “che, nel momento di presentazione ai proprietari delle abitazione che devono ristrutturare, propongono curriculum eccellenti, senza avere, però, garanzie economiche – racconta Rossi – Il mio auspicio è che si dia più fiducia alle aziende locali, perché c’è sempre il rischio che chi non è del territorio finisca i soldi e fugga via”.
Un plauso particolare, infine, per il Comune di Fossa “che rispetto agli altri comuni è stato più veloce – commenta – tanto che e a breve partiranno altri aggregati accanto al nostro”.
Dello stesso avviso è anche Marzio Iacobucci, presidente del consorzio di via della Stazione che ha preso in gestione i lavori dello stabile, che ringrazia l’amministrazione comunale per essersi attivata ad accorciare i tempi della burocrazia.
“Finalmente ci siamo – conclude Iacobucci – Ora non vediamo l’ora di partire!”. Sara Ciambotti



