LANCIANO – “La voglia di strafare, il gusto di dire che lui è il più bravo del mondo, ha determinato la giusta reazione”.
Lo dice, riferendosi a Silvio Berlusconi, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che, a Lanciano (Chieti), affronta il tema della ricostruzione dell’Aquila.
Se per Fini è vero che “si è risolto il problema di un pronto alloggio e si sono evitate le vergogne del passato”, d’altra parte per il leader di Fli, “non bisognava promettere la ricostruzione immediata della citta”.
“Serviva – è il ragionamento di Fini- un approccio umile, bastava dire la verità: per rifare L’Aquila ci vorranno 10-15 anni. Insomma, bisognava non esagerare con lo zelo, invece il Governo lo ha fatto eccome, promettendo che tutto sarebbe stato fatto”.
“Eppure – ha concluso – la gente avrebbe capito se si fosse detto che servivano più di sei mesi. Alla fine, creare aspettative esagerate ha determinato il boomerang. Invece serviva un approccio più realistico”.
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