L’AQUILA – Fine dei lavori deliberata in fretta e furia, anche se i lavori di ricostruzione post-terremoto non sono affatto finiti, per evitare le penali sui contributi pubblici contro gli amministratori di condominio o presidenti di consorzio previste dalla legge.
Questo il nuovo malcostume denunciato ad AbruzzoWeb da alcuni cittadini aquilani alle prese con la riparazione delle loro case: un meccanismo che li costringe, loro malgrado, a perdere il diritto all’assistenza, firmando appunto la fine dei lavori, e a rimanere quindi in affitto in alloggi generici o nei progetti C.a.s.e. pagando di tasca propria canoni e utenze.
Per evitare le stangate, i responsabili convincono i condòmini e i proprietari in generale a verbalizzare la fine dei lavori, anche quando ancora non sono terminati.
Non serve andare in penale, viene detto, e non è possibile chiedere proroghe perché troppo tardi, altrimenti comunque ci sarebbero delle stangate.
Anche quando mancano opere come l’installazione delle caldaie, il completamento delle rifiniture e delle pitture, viene promesso che verranno completati poi con un tacito accordo ditta-committenza.
L’escamotage è quello di dichiarare che l’abitazione è pronta e che, appunto, sono conclusi i lavori, ma che al tempo stesso non si possa ancora rientrare con la “scusa” delle utenze da riallacciare e delle lungaggini che questo comporta: un pretesto, tra l’altro, credibile perché diventa realtà quasi sempre.
Ai malcapitati inquilini, però, non resta che rimanere nelle soluzioni alloggiative che hanno: non più a carico dello Stato, visto che le loro abitazioni di proprietà risultano riparate, ma pagando l’affitto oltre alle utenze e al cosiddetto canone condominiale.
“Sono soldi che potremmo investire sulla casa che aspettiamo da 7 anni e invece dobbiamo regalarli per scampare le penali per i responsabili, siamo stufi”, concludono i cittadini.
Le penali sono notevoli e fissate dal decreto Enti territoriali 2015, poi convertito in legge.
Eventuali ritardi imputabili ad amministratori di condominio, rappresentanti dei consorzi, procuratori speciali, rappresentanti delle parti comuni sono sanzionati con una decurtazione del 2 per cento, per ogni mese e frazione di mese di ritardo, del compenso complessivo loro spettante.
Al direttore dei lavori è invece applicata una decurtazione del 5 per cento sulle competenze spettanti in rapporto all’entità del Sal (stato di avanzamento dei lavori) consegnato con ritardo; per ogni settimana e frazione di settimana di ritardo è applicata al beneficiario una decurtazione del 2 per cento sulle competenze complessive.



