PESCARA – Le Fiamme Gialle di Pescara hanno arrestato il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Torre de’ Passeri (Pescara), nonché due tecnici professionisti che, attraverso la propria attività professionale, hanno attestato false ristrutturazioni ovvero permesso di gonfiare i costi, sottraendo così risorse pubbliche, destinate proprio alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009, per circa 450 mila euro.

Coinvolti, anche quattro titolari di ditte che avevano operato gli interventi di ristrutturazione. Le indagini sono state svolte dai finanzieri della Tenenza di Popoli, sotto la direzione del Sostituto Procuratore di Pescara, Gennaro Varone.

I sette soggetti sono stati posti agli arresti domiciliari a seguito di ordinanza adottata dal GIP di Pescara, Guido Campli.

L’OPERAZIONE

Le indagini, ha spiegato in conferenza stampa il comandante provinciale della Guardia di finanza, Maurizio Favia, hanno permesso di scoprire macroscopiche irregolarità finalizzate ad una spregiudicata distribuzione a pioggia di fondi stanziati per la ricostruzione, che per il comune di Torre de’ Passeri ammontano a un milione e 800 mila euro.

Per le Fiamme Gialle le pratiche per la concessione dei contributi sono state istruite fraudolentemente dai tecnici con la collaborazione delle imprese appaltatrici attraverso la redazione di documentazione falsa e finalizzata a gonfiare enormemente gli importi dei lavori. Il tutto avveniva con la connivenza del responsabile dell’Ufficio tecnico, competente per i controlli e le verifiche sulla ammissibilità dei contributi.

Le Fiamme Gialle hanno scoperto che erano stati preventivati interventi che non sarebbero mai stati seguiti o impossibili da realizzare oppure venivano attestati come eseguiti dei lavori non realizzati. Oppure – sostiene la Finanza – venivano indicati lavori che dovevano essere eseguiti solo su richiesta e a spese del proprietario, venivano usate voci di capitolato errate o ripetitive o, ancora, venivano utilizzati materiali di valore infieriori a quelli autorizzati. Per qusti lavori venivano poi regolarmente autorizzati i pagamenti ammessi al contributo statale.

Tra gli esempi fatti da Favia c’è quello di una massetto, in realtà inesistente, da demolire e la pitturazione di una stanza che è stata fatta passare come pitturazione dell’esterno dell’intera abitazione.

Ai domiciliari, su ordinanza del Gip Campli, sono finiti: Paolo Arditi, 62 anni, di Manoppello (Pescara), responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Torre dé Passeri (Pescara), il figlio architetto, Giuseppe Arditi (35) di Popoli, e il geometra Michele Pace (51) di Pianella (Pescara), il quale, insieme all’architetto, attestava false ristrutturazioni, concedendo così il permesso di gonfiare i costi.

Gli altri destinatari del provvedimento di custodia sono quattro imprenditori, titolari di ditte che hanno eseguito gli interventi su incarico di privati: Fernando Del Rossi di Pescosansonesco (55), Urim Muca, quarantenne albanese, Lucio Marsili (42) di Pietranico (Pescara) e Romolo Pasquale De Angelis (46) di Torre de’ Passeri.

GLI IMMOBILI CONTROLLATI

Gli accertamenti della Guardia di finanza di Pescara sulla ricostruzione post terremoto a Torre de’ Passeri hanno riguardato 16 immboli privati e 11 edifici pubblici, tra cui degli impianti sportivi. Per la palestra comunale, ad esempio, è stato chiesto e ottenuto da una assicurazione un acconto di 100 mila euro per i lavori di riparazione, su un totale di 400 mila, nonostante la Protezione civile avesse attestato che i danni del terremoto fossero pressoché nulli. Anche per il campo sportivo i danni sembravano lievi ma dal computo metrico emergeva una situazione ben diversa.

La Finanza ha fatto notare che il 52 per cento dei progetti finiti nel mirino erano stati realizzati dall’architetto Giuseppe Arditi, figlio di Paolo, il geometra del comune che avrebbe dovuto controllare tutto. Dopo le acquisizioni delle Fiamme Gialle in Comune qualcuno degli indagati avrebbe cercato di mettere riparo alla propria posizione presentando una documentazione diversa da quella ufficiale.

Gli immobili controllati sono 229 di categoria A, 109 di categoria B, 44 C e 12 E. L’operazione “Mattoni puliti” non finisce qui. Le indagini su questa maxi truffa sono partite dagli accertamenti su una delle ditte coinvolte nell’inchiesta e ora l’attività investigativa continua, anche su eventuali altre responsabilità.

Negli ultimi giorni ci sono state altre acquisizioni di documenti.