L’AQUILA – Potrebbero essere aggiudicati entro l’anno, e si preferiranno le ditte aquilane, i lavori di ricostruzione di uno dei consorzi più importanti del centro storico dell’Aquila: il palazzo lungo corso Vittorio Emanuele che ospita, tra le altre proprietà, la sede centrale della ex Cassa di risparmio della Provincia dell’Aquila (Carispaq), assorbita nel 2013 dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper).
Un complesso del valore di 12 milioni di euro.
Ad annunciarlo ad AbruzzoWeb è il presidente del Consorzio, l’avvocato aquilano Antonello Carbonara, subentrato nei mesi scorsi all’ingegnere Pier Alberto Properzi, che sta completando le procedure per la gara che, nonostante la natura privata dei lavori, verrà svolta con modalità del tutto simili a un appalto pubblico.
Questo aggregato viene considerato da molti la “chiave” del centro storico, in una zona dove attualmente non ci sono uffici pubblici né attività commerciali diurne.
Il ritorno di una filiale della banca, ipotizzato ma ancora in dubbio, potrebbe riportare lavoratori e a ruota esercizi “secondari” per rivitalizzare una delle parti più colpite dalla scossa delle 3.32.
“Alla fine sono arrivate oltre 40 domande di partecipazione, e in questi giorni sto cominciando a preparare gli altrettanti inviti di partecipazione alla gara – spiega Carbonara, che aveva il proprio studio professionale dal lato di via Patini – Una prima scrematura avviene già dalle domande: se non hanno requisiti previsti nel bando, certo non possono partecipare. Entro il 15 settembre pensiamo di far partire tutti gli inviti per arrivare per fine 2015 all’aggiudicazione dei lavori”.
Tra i requisiti, quelli normalmenti previsti di solidità economica, certificazioni antimafia e attestazioni Soa per lo svolgimento di appalti pubblici.
Ma c’è anche la clausola di aquilanità: i punteggi saranno più alti per aziende che hanno sede nel capoluogo da almeno 10 anni, arrivando là dove le nuove regole previste dalla legge non arrivano.
I tempi per procedere ci sono: essendo stato escluso dal 12° elenco di lavori, questo lavoro dovrà aspettare necessariamente almeno il successivo, 13°.
Un’ipotesi realistica secondo le previsioni del presidente. “Abbiamo prodotto i chiarimenti richiesti dal Comune – svela – a questo punto speriamo di essere inseriti nel prossimo elenco, anche se il contributo potrebbe essere decurtato di 800 mila euro sulla base delle nuove risultanze”.
Un danno che, tuttavia, sarebbe quasi indolore, visto che il contributo non sarà interamente costituito da fondi pubblici, ma c’è un bottino di 5 milioni frutto di un’assicurazione da cui pescare.
Con queste procedure in corso, non si corre comunque pericolo, secondo Carbonara, di cominciare i lavori in ritardo rispetto alla concessione del contributo, incappando, tra l’altro, nelle nuove e severissime penali previste dall’articolo 11 emendato del decreto “Enti territoriali” che prevede decurtazioni per tutti.
“So che il Comune ci sta già predisponendo il permesso a costruire, una volta scelta la ditta potremo partire non appena si sblocca il contributo”, conclude.



