L’AQUILA – C’è anche un protagonista del processo per il crollo della Casa dello studente tra i 6 professionisti con un doppio incarico prescelti dal direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Paolo Aielli, il supermanager da 200 mila euro l’anno.

Si tratta dell’ingegner Alberto Cherubini, 67 anni, romano d’origine, esperto di rischio sismico.

Il suo nome, infatti, figura in entrambi gli elenchi tirati fuori da AbruzzoWeb nell’inchiesta sui nuovi costi della governance: Cherubini è sia tra i primi 7 (su 23) professionisti di fiducia assegnati da Aielli “all’espletamento di istruttorie di particolare necessità”; al tempo stesso, figura tra i 9 componenti della Struttura speciale di alta consulenza (Ssac) del Comune dell’Aquila, cui sono stati prorogati gli incarichi fino al novembre 2013.

Un doppio incarico che porterà complessivamente nelle sue tasche (così come gli altri cinque bis-nominati) un bottino di 105 mila euro.

Nel corso del processo, uno dei filoni più delicati della maxi inchiesta crolli della procura della Repubblica dell’Aquila, durato oltre 2 anni e mezzo, Cherubini era stato chiamato dagli avvocati pescaresi Mercurio e Massimo Galasso, che assistevano gli imputati Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone, tecnici condannati a 4 anni di reclusione ciascuno per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni.

I tre, infatti, sono stati ritenuti colpevoli di aver mal condotto un intervento di restauro nel 2000, aggiungendo alla struttura una parete anticendio “Rei”, che ha ridotto ulteriormente la resistenza già precaria per difetti di costruzione della Casa dello studente alle scosse sismiche.

Un altro perito, non di parte ma nominato dal tribunale, Gabriella Mulas, nei suoi interventi aveva parlato di “soldi spesi per ristrutturare la Casa dello studente gettati nella spazzatura”, provocando in udienza le ire proprio del suo contraltare, l’ingegner Cherubini.